giovedì 26 aprile 2012

giovedì 26 aprile 2012

A proposito di quanto detto nel post del 24 marzo.
La bellezza sta nei significati, mi suggerisce l'amica V. , non senza un pizzico di malizia.
Più radicale l'intervento dell'amico N. il quale taglia corto e mi spiazza con la serafica affermazione contraria: quel lavorio instancabile, a volte ossessivo, dei poeti che sperimentano dilatazioni e/o contrazioni semantiche è fonte di bellezza! Con una avvertenza per l'uso, si affretta ad aggiungere prima che io tiri fuori le mie obiezioni, di quella bellezza la poesia può fare a meno, anzi meglio lasciar stare. I poeti che hanno assunto come loro unico universo poetico il lavoro sui significanti hanno spesso del genio ma hanno perso la strada. In ogni caso la bellezza dei significati è sufficiente a se stessa, quella dei significanti no! I significati possono fare a meno dei giochi sul significante: essi stanno a un buon piatto sostanzioso, condito e servito a dovere come i significanti stanno ai manicaretti dello chef di grido!

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