martedì 24 marzo 2015

La mutazione avveniva per strada



dico tutto l’insieme dei tuoi eccessi, delle tue esagerazioni,
quel tuo portarti ai margini, l’inconsapevole urto
con gli oggetti che lascia lividi, quel denunciare i patti
appena trascritti in uno svariare di stagione…
non è così che si fa ordine nella rivoluzione.
Si dice l’ora dell’avvento, il giorno prefissato,
li si scrive sui muri, ad esempio: domani alle 10.
Trovi che sia tutto un po’ démodé? Ma gli artiglieri
non  sparavano a salve né a Parigi nel ’70, né a Pietrogrado
nel 1917. Qui si distendono tavoli per le strade
si offrono latte e pane, si fa insomma colazione
e se pensi che sia solo per sfamare non hai capito niente.  
La fede rompe gli indugi e dà ragione, un movimento
semplice che mima l’abbraccio ed esplode sul nulla.
Lo scandalo non c’è, i rilievi dei monti sono innevati
solo d’inverno e il sangue invece scorre copioso
di stagione in stagione senza legami con la natura,
non ne ha mai avuti. L’estensione tecnologica degli arti
è esercizio nostro, gli aceri o gli orsi non fanno né ghigliottine
né trattori, né computer né cannoni. Insegnano
semmai la pazienza.

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