<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940</id><updated>2012-02-25T12:31:47.118+01:00</updated><title type='text'>RIGHE E VERSI.</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>48</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-8917978368866369097</id><published>2012-02-21T13:00:00.002+01:00</published><updated>2012-02-22T09:50:18.724+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>L'amico G. contesta le recensioni. 'Aggiungono' troppo! Stravedono, cose che l'autore non si è mai sognato di voler dire!&lt;br /&gt;Le cattive recensioni credo siano proprio così. Ma allora sono esercitazioni letterarie i cui scopi stanno nella mente dell'autore. Ci si accorge che sono esercitazioni se non danno emozioni. Perché una buona recensione dà emozioni come una buona poesia, insomma ci si deve sentire il sangue e il corpo dell'autore. Ma in questo caso il critico lettore viaggia per conto suo, segue il flusso delle sue emozioni conseguente all'impatto con i versi letti. Aprirà su sentieri che non appartengono più all'autore. Perché il testo poetico, come dice Bachtin, una volta dato alle stampe diventa nel corso degli anni anche tutto quello che è stato detto su di esso. Dante stupirebbe enormemente di tutto ciò che in sette secoli i lettori sono riusciti a vedere dentro la Commedia!&lt;br /&gt;Città alta, che sta nel post precedente, ha ricevuto all'uscita diverse recensioni.&lt;br /&gt;Una di queste è di Roberto Caracci, lettore attento e sensibile. Nelle serate a casa sua, nel Salotto Caracci appunto, presenta l'autore, lo fa parlare e poi ci scrive sopra una scheda critica, 'aggiunge' cioè un po' di sé al testo poetico (o filosofico o altro, dipende dall'invitato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 9.5pt;"&gt;5 nov. 2003&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px;"&gt;Amici salottieri, vi mando qualche riflessione sul libro di Rabissi presentato nel 'denso' incontro di ieri 4 novembre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 11pt;"&gt;R.C&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 19pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 9.5pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 19pt;"&gt;Appunti su &lt;i&gt;“Città alta”,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 19pt;"&gt; di P.Rabissi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;1) &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;L’ORIZZONTE IN ESPANSIONE&lt;br /&gt;Le ‘fughe’ aprono a orizzonti di spazio sempre più vasti, dilatati, dal vicino al lontano, proprio come lo sguardo di un bambino che comincia pian piano ad allontanarsi dalla sua casa di origine, a svezzarsi dal nido, a camminare pieno di esitazioni, ma anche di meraviglie e di stupori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)EPIFANIE E AGNIZIONI&lt;br /&gt;E infatti qui tutto è dominato da un’aura di scoperta, una dimensione epifanica, dove in uno spazio metafisicamente minimalista tutto appare come piccolo prodigio, rivelazione, agnizione&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;3) &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;LO SPAZIO AMPLIFICATO DELL’INFANZIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora gli occhi di questo bambino che scivola rapidamente verso la maturità, che è già adulto e lo diventa sempre di più man mano che scende da questa Trieste alta verso il mare, vedono le cose più grandi di quello che sono, amplificate e enfatizzate, come in una dimensione di fiaba quotidiana, dove anche i ‘&lt;i&gt;topi sono ‘grossi come gatti’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;,la casa dei ‘malati di mente ha qualcosa di inquietante e il cane che ti annusa negli occhi è &lt;i&gt;‘monumentale’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;(forse addestrato &lt;i&gt;‘a fare la spia’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;VERSO IL NITORE DEL MITO&lt;br /&gt;Il passato si fonde con il presente, quel viaggio del bambino fuori dalla sua porta di casa viene ricalcato dai passi dell’adulto. La realtà è ancora lì, la &lt;i&gt;‘stessa trattoria’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; sulla strada e quel ricordo della ‘&lt;i&gt;donna che urla’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; uscendo contro il marito ubriacone, un quadro effimero che ha già la nitidezza immobile del mito.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;5)BAMBINO E ADULTO, DALLA CITTA’ ALTA AL MARE&lt;br /&gt;&amp;nbsp;E lo sguardo che scende verso il mare (è uno sguardo che viaggia) dilata i suoi orizzonti, arriva al porto, sotto la città alta, dove si &lt;i&gt;‘accendono risse/col&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; &lt;i&gt;mare alle spalle&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;”, ma risale anche verso lo spazio alto delle giostre coi sedili volanti- col rischio che quel volo possa risultare fatale per un bimbo, come è accaduto. Dalla discesa al mare si risale verso la città alta e viceversa: non è il doppio cammino del bambino che diventa adulto e dell’adulto che ritorna bambino?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;6)PRESENTE E PASSATO&lt;br /&gt;Si oscilla fra presente e imperfetto narrativo, ciò che è era e ciò che era è. &amp;nbsp;La strada scende, la strada ‘&lt;i&gt;scendeva’.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; La città è sempre la stessa, ma il tempo ha scavato dentro la vita e i tempi verbali intervengono lì a ricordarlo&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;7)IL BIVIO E LA FRONTIERA&lt;br /&gt;Poi nel cammino di un ragazzo, come nella vita, si arriva sempre finanzi a un bivio, anche qui c’è una strada che scende verso il mare e il rischio di un quartiere assolato che &lt;i&gt;‘non era sicuro”,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; e a destra la casa dei matti: ma poi, ancora più oltre l’invalicabile ‘frontiera’ che per un bambino rappresenta le Colonne d’Ercole della sua fuggitiva avventura.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;8)IL GIARDINO CHE NON C’E’ Più&lt;br /&gt;E quel giardino che ‘non c’è più’ è il giardino della casa dei matti, dove &lt;i&gt;‘si&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; &lt;i&gt;sente lo stesso grido soffocato’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; o quello dell’infanzia finita, dell’eden perduto e soffocato dal tempo, come il singhiozzo che resta in gola? E le &lt;i&gt;‘corde vocali che non reggono ancora lo sforzo’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;, sono quelle del matto che non ha più la forza &amp;nbsp;di urlare come prima o della “&lt;i&gt;poesia” &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;che malgrado il tempo ha questa forza ancora un po’ strangolata di rievocare le immagini di un mondo finito?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;9)MOSAICO IMPRESSIONISTICO&lt;br /&gt;Il linguaggio è rotto, spezzato, fatto di frasi concise, brevi, segmenti di discorso frantumato. Tra un segmento e l’altro il silenzio della discontinuità. &lt;br /&gt;Impressioni e pennellate che formano piccoli mosaici carichi di suggestione.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;10)LAMINE DELLE IMMAGINI&lt;br /&gt;Questo impressionismo fatto di lamine plurime e frastagliate, sbalzate dentro il quadro di una spazio-temporalità di modalità quasi cubistica, si conferma nei ‘Paesaggi’ della seconda sezione, con i cani del ‘&lt;i&gt;Parco Ravizza’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; che &lt;i&gt;‘si stampano nei fiati’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; e le ali che ‘&lt;i&gt;lampeggiano…sulle antenne paraboliche’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;, o l’inverno del cavalcavia di &lt;i&gt;‘Piazza Corvetto&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; che ‘&lt;i&gt;abbrevia la luce’&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;11)LA SALVEZZA DELLO SGUARDO FIABESCO&lt;br /&gt;E infine, la cucitura fra la prima sezione, “&lt;i&gt;Fughe”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt; e la seconda, &lt;i&gt;“Paesaggi”: &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;fra il mondo dilatato e in espansione dell’infanzia (la strada che dalla casa va verso il mare e risale alla città alta), e quello contratto e grigio del mondo urbano adulto, con cavalcavia e claxon che spezzano l’incanto. La cucitura potrebbe riassumersi in una parola che ricorre nell’ultima parte del volume, ‘fiaba’, o ‘favola’. L’adulto che non è più bambino ma che forse ha ancora lo sguardo del bambino, quando la realtà glielo consente, non rinuncia al suo &lt;i&gt;‘sguardo caparbio di fiabe’&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9.5pt;"&gt;. La realtà è mutata, ma nel cambio dei ‘fondali’ della scenografia urbana- come quello determinato dal cavalcavia di piazzale Corvetto –rimane dentro lo stesso desiderio di favola, o di ricreazione fabulistica, a salvarci: e dunque la libertà di ‘fuga’ verso il mare o la &lt;i&gt;‘Città alta’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Caracci&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-8917978368866369097?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/8917978368866369097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/02/lamico-g.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/8917978368866369097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/8917978368866369097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/02/lamico-g.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-8423582007839168995</id><published>2012-02-11T17:50:00.006+01:00</published><updated>2012-02-12T12:22:48.207+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>L'amico A. mi scrive da Trieste, manda una fotografia a colori. E' la sua poetica risposta al mio post su i bianchi e i neri di Trieste di qualche mese fa, su questo blog.&lt;br /&gt;A Trieste, fugacissima città natale, ho dedicato nel 2001 una breve raccolta intitolata 'Città alta'.&lt;br /&gt;(ediz. Dialogolibri).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riporto dalla prima sezione intitolata 'Fughe'.&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="img531_2.jpg" class="hv" src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=e96fceddc2&amp;amp;view=att&amp;amp;th=1356d91195b25938&amp;amp;attid=0.0&amp;amp;disp=thd&amp;amp;zw" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Fotografia di A.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-left: 177.25pt;"&gt;&lt;i&gt;Le infanzie veloci calzano pietre,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-left: 177.25pt;"&gt;&lt;i&gt;di poca polvere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-left: 177.25pt;"&gt;&lt;i&gt;Sostano a incroci di qualche luce,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-left: 177.25pt;"&gt;&lt;i&gt;acqua senza storia da un cielo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-left: 177.25pt;"&gt;&lt;i&gt;Rasentano un muro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-left: 177.25pt;"&gt;&lt;i&gt;calce su calce&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-left: 177.25pt;"&gt;&lt;i&gt;danno orecchio alla vita che nasce&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-left: 177.25pt;"&gt;&lt;i&gt;ne chiedono il nome&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-left: 177.25pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;/span&gt;per essere nominate.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;div style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img alt="trieste 327.jpg" class="hv" src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=e96fceddc2&amp;amp;view=att&amp;amp;th=1356d23a590119c6&amp;amp;attid=0.0&amp;amp;disp=thd&amp;amp;zw" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Prima che la strada entri in casa &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;o si rovesci la bambolina&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;trattenuta da un elastico al&amp;nbsp; geranio...&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;c’è&amp;nbsp; un muretto che salva, cinta &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;due metri per due di terra durissima&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;che si scrosta appena con le unghie,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;nel sole d’inverno più bianco&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"&gt;con quei passanti radi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;da un momento all’altro la strada &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;entra in casa, l’elastico cede...&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;in un modo o nell’altro il muretto salva,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;unica via di fuga &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;la voragine accanto, là il nero delle pietre &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;apre&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;div style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&amp;nbsp;&lt;img alt="trieste 182.jpg" class="hv" src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=e96fceddc2&amp;amp;view=att&amp;amp;th=1356d290d62e7c60&amp;amp;attid=0.0&amp;amp;disp=thd&amp;amp;zw" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;II&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Per uscire sulla strada parallela &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;fai portone corte portone,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;lo apri e ci sei, &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;da lì, ogni giorno, il mare s’intravede.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Il più è quell’attraversamento.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;In solitudine, a sera, dicono di topi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;grossi come gatti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Con la pioggia la distanza raddoppia,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;eppure è l’acqua di tutti i giorni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;IV&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;Una casa senza balconi. Qualche finestra c’è.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Vicino stanno i malati di mente, i ragazzi dicono i matti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Lui ti fa salire. Col piede storpio, se scende, &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;è tempo perso. Ti mostra un giochino,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;un acrobata di legno fa piroette&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;tra due stecchi. Ti dice dopo che l’ha fatto lui.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Se decidi di andare, lui non saluta&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;alza il volto, sorride dalla bocca&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;con pochi denti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;V&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Dalla strada in salita &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;ci sono due possibilità,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;il mare a est, i quartieri più bassi a ovest.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Quest’ultima è scelta con rischio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Le opinioni sono discordi, nell’insieme&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;la fama resta terra terra. Si mormora&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;di passioni mal dirette, a sera&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;i lampioni restano spenti. Le strade &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;stringono verso il fondo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Da lì a volte sale un brusio, crescente.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;VI&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;C’è ancora, la stessa trattoria.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Devi attraversare la strada con attenzione,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;può uscire una donna che urla&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;al suo uomo sorpreso a bere che gli fa male.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;A lui hanno aperto un buco in gola, &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;tutti si chiedono come faccia a bere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;VIII&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Nel corridoio buio, sulla ringhiera,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;l’ovale di gatto magro&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;ha occhi spalancati.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;L’equivoco è pensare&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;che sia lì per impedire il passaggio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;In caso di zuffa può cadere di sotto&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;sulla scala ripida&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;che scende dai &lt;i&gt;rabbiosi&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; . E’ incerto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;se sia per fame. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Lascia sugli avambracci&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;due triplici righe di sangue, divergenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;img align="Right" height="167" hspace="4" src="http://www.itccarli.it/immagini/cmtspor9.jpg" vspace="4" width="200" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;div style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;IX&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Quelli del porto hanno bandiere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Le agitano, in attesa di scale &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;per salire, alla luce del giorno, in città alta.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Qua e là si accendono risse &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;col mare alle spalle. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;A volte nemmeno bevono più insieme.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;I ragazzi si arrampicano tenendosi &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;a ciuffi d’erba.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;X&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Su c’è gente, più confinata.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Non mancano indicazioni per la salvezza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Gli sguardi dirigono altrove, più in alto,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;forse alla giostra coi sedili volanti,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;si dice che ogni tanto se ne stacchi uno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Nello schianto una ragazzina&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;si è persa.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;XI&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Al bambino disse che le note,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;diluite in luce e buio&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;le colorate invisibili,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;sarebbero comparse nella foto &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;per aria, sottratte al mistero.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Mentre suonava l’armonica lui scattava.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Il bambino guardava &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;studiava come attrezzare&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;l’occhio imperfetto che addolora.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;XII&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Se il giorno schiarisce &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;sui marciapiedi si fanno incontri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;I figli talvolta riconoscono i padri,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;anche attraverso i vetri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Il barbiere &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;resta con le forbici per aria.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;XIII&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Al bivio i due si fermarono scontenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;A sinistra la strada scendeva esposta &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;al sole il quartiere non era sicuro,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;a destra si saliva alla casa dei matti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;su c’era la frontiera.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Ciascuno prese la sua strada.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;XIV&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Il giardino non c’è più.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=e96fceddc2&amp;amp;view=att&amp;amp;th=1356d279f88e309d&amp;amp;attid=0.0&amp;amp;disp=thd&amp;amp;zw" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img alt="trieste 225.jpg" border="0" class="hv" src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=e96fceddc2&amp;amp;view=att&amp;amp;th=1356d279f88e309d&amp;amp;attid=0.0&amp;amp;disp=thd&amp;amp;zw" /&gt;&lt;/a&gt;Eppure si sente lo stesso grido soffocato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;Ma nessuno è lì a soffocarlo. Forse &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;sono le corde vocali &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;che non reggono ancora lo sforzo .&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;A volte il corpo fa sogni più robusti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;div style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"&gt;Trieste,&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"&gt;via del Molino a vento.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-8423582007839168995?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/8423582007839168995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/02/lamico-aldo-mi-scrive-da-trieste-manda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/8423582007839168995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/8423582007839168995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/02/lamico-aldo-mi-scrive-da-trieste-manda.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-2656576928362938962</id><published>2012-02-09T15:34:00.001+01:00</published><updated>2012-02-09T15:40:02.465+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ma poi perché dare un genere. Poemetto lascia perplesso anche l'amico N. Il quale, nella sua solita ambiguità, dice: certo, superata l'esitazione a usarlo, dopo non resta che poemetto!&lt;br /&gt;L'unica possibilità di bypassare la questione è dare direttamente un titolo.&lt;br /&gt;Troppa enfasi in 'Viaggio in Colonia'. Dove quell''in' dovrebbe dire molto, dovrebbe.&lt;br /&gt;Ad A. invece piace &lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;'&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Köln&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;1963'.&lt;br /&gt;Io non posso fare a meno di ricordare 'Concerto a Colonia' di Jarret, che segnò i miei anni settanta.&lt;br /&gt;Ma '&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Köln&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;1963' mi suona un po' snob. Meglio 'Colonia, 1963'.&lt;br /&gt;Comunque Claudio non mi parla. La memoria è tornata muta. I due tradimenti sono veri ma ricordo troppo poco. Della sua vita universitaria ricordo la sua battaglia per difendersi dall'accusa di aver usato soldi della cassa del movimento degli studenti. Ricordo la sua appassionata difesa, di quando nella seduta pubblica esibì tutte le ricevute delle spese effettuate. Ma se aveva ragione perché abbandonò l'Università e gli studi per finire a Londra a fare il barman? La memoria è meno avara sui suoi ritorni dal servizio al bar degli ufficiali, che chiudeva come in UK alle dieci di sera. Era sempre un po' sbronzo, mi intratteneva con racconti e fumava le sue Rothmans che l'ufficiale inglese gli procurava. Come mai non mi ha mai parlato di donne? Omosessuale non lo era, almeno mi sembra. O magari lo era e lo nascondeva. Aveva nostalgia dell'Inghilterra, questo sì. Quando decise di andarsene? Da fratello maggiore, come gli piaceva porsi, mi fece raccomandazioni, in particolare mi invitò a non andarmene di lì senza un ricordo. Mi suggerì di comprare un accendino. Un Dupont d'argento. Dovevo insomma andarmene spendendo dei soldi, una sorta di sacrificio per il viaggio di ritorno. In effetti così feci. Quell'accendino l'ho conservato finché una banda di teppisti mi rubò l'auto con dentro l'accendino. Il maggiolino lo ritrovai, l'accendino no. Era il 1970.&lt;br /&gt;Credo partisse per l'Inghilterra ma non ricordo altro. La quarta parte di 'Colonia, 1963' è di là da venire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-2656576928362938962?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/2656576928362938962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/02/ma-poi-perche-dare-un-genere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2656576928362938962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2656576928362938962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/02/ma-poi-perche-dare-un-genere.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-1983118921470152577</id><published>2012-01-20T15:18:00.006+01:00</published><updated>2012-02-09T15:36:47.680+01:00</updated><title type='text'>Poema, poemetto...</title><content type='html'>Come si fa a chiamare poema una composizione che alla fine, prevedo, sarà complessivamente di circa quattrocento versi?&lt;br /&gt;Poemetto dà giustizia di questa brevità, rispetto ai classici poemi di più di diecimila versi, però il diminutivo suona in effetti come una &lt;i&gt;diminutio.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Poemetto ha dalla sua una tradizione. Tra tutte quella pascoliana. Primi poemetti, Nuovi poemetti. Siamo ai primi del Novecento. E quindi sarà poemetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice Romano Luperini:&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman', Georgia, Times; font-size: 15px; line-height: 16px;"&gt;&lt;i&gt;All’aggressività e alla negatività della società di massa, Pascoli contrappone i miti della bontà naturale e della poesia. La bontà naturale si esprime nella vita umile e semplice del mondo contadino, cantato con un’adesione priva di problematicità e ignara di contraddizioni e di conflitti. La poesia è il rifugio dei valori cancellati dalla società industriale, un risarcimento per il perduto rapporto solidale con la realtà semplice della campagna. D’altra parte anche nei&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman', Georgia, Times; font-size: 15px; line-height: 16px;"&gt;Poemetti,&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman', Georgia, Times; font-size: 15px; line-height: 16px;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;il fascino naturale sembra spesso alludere alla minaccia di morte e di rovina e forse ancora più rilevanti divengono il dolore e l’inquietudine misteriosa che accompagnano la vita umana. Lo spazio occupato dai temi della decadenza, della corruzione e della morte fa dei Poemetti la raccolta pascoliana più vicina al Decadentismo europeo, anche per la denuncia implicita dei limiti della civiltà moderna».&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman', Georgia, Times; font-size: 15px; line-height: 16px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E Mario Tropea:&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman', Georgia, Times; font-size: 15px; line-height: 16px;"&gt;&lt;i&gt;La linea generale su cui si svolgono, indicata dallo stesso poeta in una lettera al pittore A. De Witt, è la seguente: “C’è del gran dolore e del gran mistero nel mondo; ma nella vita semplice e famigliare e nella contemplazione della natura, specialmente in campagna, c’è gran consolazione, la quale non basta a liberarci dall’immutabile destino” ( 28 maggio 1899)»&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman', Georgia, Times; font-size: 15px; line-height: 16px;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman', Georgia, Times; font-size: 15px; line-height: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman', Georgia, Times; font-size: 15px; line-height: 16px;"&gt;S&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;ocietà industriale di massa o società agricolo-pastorale, società moderna o postmoderna, società fordista o postfordista, nessuna, credo, sfugge al conflitto, alle guerre, civili e mondiali. Tra i popoli, le parti, le fazioni, le categorie, le classi, i generi. Nessuna delle forme in cui l'umanità si organizza può peraltro fare &amp;nbsp;a meno di desiderare e/o realizzare il contrario. La pace, la serenità, l'armonia. L'arte è specchio di questa doppia tensione dell'umanità. Quella che distrugge e quella che crea. Quella che crea strumenti distruttivi, quella che distrugge persone e opere. Quella che crea opere di bellezza o forme di distrazione e consolazione. La poesia non può sfuggire a tutto ciò. E' specchio del conflitto, è opera di consolazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Questo poemetto consta al momento di tre parti (ne prevedo una quarta): un prologo (nei poemi classici il proemio) intitolato 'Indicazioni', una seconda parte intitolata 'La solitudine di Schenk', una terza parte intitolata 'La nostalgia di Orlando'.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: 'Times New Roman', Georgia, Times; font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; font-size: 15px; line-height: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman', Georgia, Times; font-size: 15px; line-height: 16px;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Indicazioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; …a ben vedere non c’erano obblighi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;solo inviti, indicazioni di percorso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Eppure qualcuno si sentiva addosso&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;un destino, come una condanna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Si interrogavano i più, segno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;che la questione importava,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;se la libertà nel cammino era totale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;I giovani, usciti dal liceo,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ne parlavano per strada&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;tra un semaforo rosso e l’altro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; quel trattato di Pisacane, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Saggio sulla rivoluzione,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;faceva mostra di sé&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;sulla bancarella di libri usati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’edizione era vecchia, ma la copertina&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;di colore grigio topo,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;aveva resistito bene all’usura&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; quei due ragazzi visti controluce sulla darsena&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;avevano movenze da danzatori&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;si contendevano tra i piedi un sasso&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;finché uno dei due di esterno destro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;lo infilò dritto nel tombino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; la cappella situata nei pressi della scuola&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ospitava qualche studente solitario&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;la sua preghiera mattutina era muta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;la volta a crociera lo avvolgeva invece con calore&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; chiamava alla responsabilità personale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;verso il sacro con ferma virilità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Chi avvertiva in sé l’imminente perdita&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ne restava intimorito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nella memoria quella virilità non fu intaccata,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;l’insegnante di religione, come poi si seppe,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;era stato invece allontanato a divinis.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;La solitudine di Schenk&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Per fissare i rinvii della memoria&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è utile il disegno di una mappa.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;In quel territorio s’intrecciano tuttora&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;sentimenti e progetti. Più a Nord rispetto&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ai due campi, è certo,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;turchi, greci, spagnoli, italiani abitano&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 188.0pt;"&gt;periferie chiassose dove le risse scoppiano &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 188.0pt;"&gt;frequenti.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 188.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A Sud i due campi contigui sono separati&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;da una fitta rete di ferro.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Gli abitanti del campo a Nord,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;per entrare in quello a Sud, devono possedere&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;un pass, il più delle volte non serve,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;i volti infatti sono quasi sempre gli stessi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Stagionali e avventizi sono rari&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;ma forse è la memoria che immobilizza&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;lo scenario.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Dieter sciancato, rifugiato dall’Est, parla inglese,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;è convinto che la libertà assoluta non esiste&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;“…ma voglio essere libero di scegliere&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;le mie schiavitù, you see?”.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A est del campo, lasciando correre lo sguardo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;lungo la pianura fino all’orizzonte,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;tutto appare deserto, è non conosciuto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Qualcuno potrebbe dire che qui &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;l’unica religione è il lavoro. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Sul permesso di lavoro, controfirmato da un&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;religioso, deve comparire la religione professata.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Con qualche insistenza si riesce infine&amp;nbsp; a ottenere, &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;evitando il balzello, la scritta &lt;i&gt;keine religion.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Tra versi petrarcheschi e ragazze Carla&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;le indicazioni non abbondavano,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;tra erbe e rami fioriti e tic tac di macchina da scrivere&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;si poteva imboccare un sentiero poco noto,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;forse una scorciatoia oppure il contrario.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;A Ovest&amp;nbsp; i bassi casamenti sono depositi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;per ricambi di lenzuola, coperte &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;e qualche altro comfort. Non lesinano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;nella distribuzione anzi invitano a una cadenza &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;settimanale, per non trascurare l’igiene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;La memoria ha fissato un tempo duraturo,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;un inverno inoltrato, un principio d’estate, un sole a tratti,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;un verdeggiare fresco e sul piazzale delle passioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;al cambio di turno l’incontro regolare con Schenk&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;- Wunderschön, ah?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;- Wunderbar…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Alla cava vicina lo spettacolo è assicurato, corpi &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;al sole, trasparenze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Dieter passeggia conversevole trascinando il suo piede,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;indica due caccia americani che sfrecciano nel cielo,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;ricorda la sua fuga nel bagagliaio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Forse è per questo che frequenta il vicino aerodromo &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;per alianti. Quando è in alto e il suo apparecchio si sgancia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;dice che urla per la libertà e la bellezza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;A leggergli versi in italiano si lascia cullare,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;non capisce, gli piace la musica che faccio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Sicuramente la memoria ha fissato da tempo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;la mappa dei luoghi, degli incontri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Bastava solo ridarle occasione, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;questa storia, ma verrebbe da pensare ogni storia,&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;scritta era scritta da tempo,&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;bastava trascrivere il tutto come sotto dettatura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Al cambio di turno nei pressi del cancello minore&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;la solitudine di Schenk si staglia ogni giorno,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;non è tanto la sua notevole altezza, la magrezza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;ma l’impronta dello sconfitto dalla vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;-Tu studi la Storia, non ne caverai niente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Da tremila anni è bloccata, è sempre la stessa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Sarai solo anche tu.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Quando esce dal suo casamento nella rientranza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;della sua finestra accomoda terra e acqua &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;nel piccolo vaso dove a volte &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;fiorisce un fiore rossastro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;L’entrata è dal Main Gate, situato a Est,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;chiedono il pass solo la sera al rientro &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;da scorribande notturne nei quartieri a Nord,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;veri e propri dormitori, attrezzati con qualche verde&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;e di presidi sanitari dove s’incontrano mogli&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;e madri turche, italiane, greche, spagnole&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;con i figlioli vocianti. L’intreccio delle lingue &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;le fa esplodere tutte in risate concilianti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;L’entrata nel campo è dal Main Gate dove &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;talvolta sostano due cani pastori tedeschi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Si tratta solo di una coreografia di qualche &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;malizia, il conduttore dei cani chiede il saldo &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;di un debito dimenticato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Schenk non commette errori, quando esce&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;punta diritto verso il sentiero in terra battuta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;e lo segue. Non vigila su nulla e per l’habitat&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;non è possibile distrarsi per alcunché&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;- il verso è una misura d’uomo, non più in là&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;di tanto né meno, un equilibrio interiore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;Il suo passo sottile, come una lametta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;incide il sentiero in silenzio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;- a volte inseguo il pensiero e non trovo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;la parola. Se qualcuno è vicino a te puoi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="tab-stops: 122.4pt;"&gt;chiederla a lui, la prima che dice.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;b&gt;La nostalgia di Orlando&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La carta geografica segnala confini,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;fiumi, laghi, lo sguardo forza la memoria&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;penetra in basso fino al reticolo di strade,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;vede parchi sotto la neve,&amp;nbsp;il Reno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;che lima le sponde,&amp;nbsp;sente stridere i gabbiani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La neve sulle guglie del Duomo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;di Colonia vela marmi tagliati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;in stile italiano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Nella neve di febbraio la sosta all'interno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è su note di Johann Sebastian Bach.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La cattedrale, salva per caso, di Colonia distrutta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La lunga pace infittisce il sottobosco,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;i parchi cittadini ricchi di acque. Hohe strasse,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;l'arteria principale, di sabato invasa da proletari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Al cinema danno 'Accattone' di Pier Paolo Pasolini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Hans figlio di operai studia legge,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;ha nostalgia di un passato che non conosce,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;dice di averne memoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La Storia per lui è un eterno presente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;I giovani cercano senso, fanno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;ipotesi sul mondo, sfrondano il mistero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Percorrono continenti, negli hub si salutano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;si scambiano mappe, lasciano indizi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Raccolgono l'oro lasciato dalla Storia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La natura è stupida e feroce, dice Peter l'australiano,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;otto milioni di uova per fare un salmone,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;occhio al ragno saltatore, si solleva&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;fino all'altezza degli occhi e lì colpisce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Peter dice di non fidarsi,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;invita alla ricerca, chiude il libro&amp;nbsp;dei tuoi versi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La memoria si attarda su spazi pieni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;incurante che il vuoto e il nulla&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;sono solo apparenti. La rete invisibile&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;delle passioni tiene in tensione i due campi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Anche a sera quando la cantina è deserta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;L'alcool sgrava dalla solitudine&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;che il juke box non addomestica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;I dormitori sono tutti al buio,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;solo i due cuochi amanti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;rompono a tratti il silenzio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Gli spazi vuoti segnalano forme invisibili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Il filo di ferro della rete che separa i due campi,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;spesso e rugginoso, intreccia rombi,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;nella pioggia sono occhi luccicanti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;A rientrare a sera&amp;nbsp;i dormitori&amp;nbsp;sono ombre distese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Gli spazi vuoti fra di loro sono terra di nessuno,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è una geometria, è familiare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;***&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Miss Tennent comanda la mensa autorevole,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;una dozzina di serventi, tre cuochi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Assaggia alle sette il the di giornata&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;se le piace fa felice lo chef dagli occhi azzurri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;- You've got fine pants, today! dice al giovane&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;italiano vestito da festa. Distribuisce compiti,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;sorveglia le porzioni&amp;nbsp;del lunch, ti guarda.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;A sera, nel quartiere lungo il fiume, ragazzi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;le danno piacere per poco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=3515710966033019940&amp;amp;postID=1983118921470152577&amp;amp;from=pencil" name="OLE_LINK1"&gt;&lt;/a&gt;Per le strade del campo inglese il percorso&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;è obbligato,&amp;nbsp;Orlando non commette errori&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;- il destino non è stato cattivo, è già tanto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;che non sono in galera -. Disegna col furgone&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;un arco da Ovest a Est, dal magazzino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;alla mensa, andata e ritorno con pausa the.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Il sottoufficiale si dondola sui piedi&amp;nbsp;proprio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;sull'entrata: I'll be washing my hands,&amp;nbsp;I think.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Sul furgone l'aiutante di Orlando carica food&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;and meat,&amp;nbsp;burro, the, patate, il burro è salato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;a Orlando non piace, fa solo un po' di cresta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;al vassoio della carne.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;All'entrata della mensa afferra con l'uncino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;i sacchi di patate,&amp;nbsp;li trascina all'interno, si annuncia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;cantando in falsetto anema e core.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Talvolta insegue miss Tennent nei corridoi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;In ricorrenza di festività o di vittorie ignote&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;ai più, l'ufficiale scozzese con kilt e cornamusa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;batte un perimetro quadrato immaginario,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;tiene il passo cadenzato come fosse in battaglia,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;alterna a brevi intervalli un grido di comando&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;poi torna a soffiare nello strumento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Da Ovest un sole di ghisa illumina il campo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Tutti concordano sul termine dell'esibizione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;a tramonto inoltrato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Orlando non ha nostalgie. Napoli è solo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;un'alzata di spalle, uno sguardo rivolto altrove,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;come lontano dal cuore l'amore senza occhi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Rammenta le strade in Renania Westfalia,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;dopoguerra, casalinghe indaffarate,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;uomini in fabbrica a produrre per il boom.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Orlando alle undici del mattino, alle tre&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;del pomeriggio, chiama le donne per strada,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;vende ritagli di stoffa italiana&amp;nbsp;come fosse&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;americana indistruttibile&amp;nbsp;-&amp;nbsp;per&amp;nbsp;questo&amp;nbsp;hanno vinto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;la guerra -&amp;nbsp;sparge alcol non visto, dà fuoco&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;con lo zippo, spegne col pollice prima che l’alcol finisca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La seduzione non finisce mai. Orlando&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;amandole tutte semina tracce di sé, ich liebe dich,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;tempi gloriosi di maschio italiano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Irrompe sul piazzale delle passioni,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;la squadra di operai non tende un agguato,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;colpiscono al corpo risparmiano il viso,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;il giovane sardo che ama la greca&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;incassa in silenzio si affloscia nell'erba.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La squadra di greci addetta al montaggio,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;in fabbrica strappa comando ai suoi capi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;difende il salario nel ritmo pattuito&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;della catena – solo a chi è stanco sfugge&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;il ritmo accelerato senza maggiore compenso –,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;qui, sul piazzale, la squadra difende l’antico diritto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;dell’uso patriarcale, il possesso del corpo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e del cuore delle donne.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Se nostalgia lo preme Orlando&amp;nbsp;ti porta in città,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;nella latteria italiana&amp;nbsp;che apre&amp;nbsp;sul retro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;stanze riservate.&amp;nbsp;Lo salutano con deferenza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;ma si vede che il posto migliore&amp;nbsp;è destinato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;ad altri, al boss in tweed,&amp;nbsp;col solitario al mignolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Racconta di sé. Ma è la mano a disegnare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;nell'aria tempi inenarrabili a parole.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Di regine di strada. Di battute di caccia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Indica i pezzi grossi mano a mano che entrano,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;resta in silenzio, abbassa la voce - quando&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;torni in Italia ti dico io da chi andare,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;gli fai due piaceri e ti sistemi -.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-1983118921470152577?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/1983118921470152577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/poema-poemetto-poemino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/1983118921470152577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/1983118921470152577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/poema-poemetto-poemino.html' title='Poema, poemetto...'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-4458291696879373227</id><published>2012-01-18T15:08:00.004+01:00</published><updated>2012-01-19T15:26:12.834+01:00</updated><title type='text'>La nostalgia di Orlando</title><content type='html'>'La solitudine di Schenk' con cui si apre questo blog ha ora il suo seguito. La seconda parte del poemetto sembra pronta. Raccolto il materiale scritto durante l'anno, e soprattutto quello prodotto negli ultimi quattro mesi, 'La nostalgia di Orlando' credo sia giunta a compimento. Che questa poi resti la versione definitiva ovviamente non c'è da scommetterci. C'è una differenza d'origine tra prima e seconda parte. La prima è stata stesa quasi sotto dettatura inarrestabile della memoria, infatti ho scritto una ventina di strofe in un tempo relativamente breve. La seconda invece è nata in questi ultimi sei mesi dentro la paziente attesa che la memoria si decidesse a riaccendere e illuminare la scena: situazioni e personaggi, persino i nomi di quest'ultimi, infatti, hanno chiesto singolarmente, senza fare ressa, di ridare loro la vita che gli spettava. Per garantire al meglio questa nuova chance per loro ho continuato a tenere in tensione il tutto anche con le 'righe' che stanno stipate qui sotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La nostalgia di Orlando&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La carta geografica segnala confini,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;fiumi, laghi, lo sguardo forza la memoria&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;penetra in basso fino al reticolo di strade,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;vede parchi sotto la neve,&amp;nbsp;il Reno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;che lima le sponde,&amp;nbsp;sente stridere i gabbiani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La neve sulle guglie del Duomo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;di Colonia vela marmi tagliati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;in stile italiano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Nella neve di febbraio la sosta all'interno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è su note di Johann Sebastian Bach.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La cattedrale, salva per caso, di Colonia distrutta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La lunga pace infittisce il sottobosco,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;i parchi cittadini ricchi di acque. Hohe strasse,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;l'arteria principale, di sabato invasa da proletari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Al cinema danno 'Accattone' di Pier Paolo Pasolini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Hans figlio di operai studia legge,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;ha nostalgia di un passato che non conosce,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;dice di averne memoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La Storia per lui è un eterno presente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;I giovani cercano senso, fanno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;ipotesi sul mondo, sfrondano il mistero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Percorrono continenti, negli hub si salutano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;si scambiano mappe, lasciano indizi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Raccolgono l'oro lasciato dalla Storia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La natura è stupida e feroce, dice Peter l'australiano,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;otto milioni di uova per fare un salmone,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;occhio al ragno saltatore, si solleva&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;fino all'altezza degli occhi e lì colpisce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Peter dice di non fidarsi,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;invita alla ricerca, chiude il libro&amp;nbsp;dei tuoi versi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La memoria si attarda su spazi pieni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;incurante che il vuoto e il nulla&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;sono solo apparenti. La rete invisibile&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;delle passioni tiene in tensione i due campi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Anche a sera quando la cantina è deserta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;L'alcool sgrava dalla solitudine&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;che il juke box non addomestica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;I dormitori sono tutti al buio,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;solo i due cuochi amanti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;rompono a tratti il silenzio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Gli spazi vuoti segnalano forme invisibili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Il filo di ferro della rete che separa i due campi,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;spesso e rugginoso, intreccia rombi,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;nella pioggia sono occhi luccicanti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;A rientrare a sera&amp;nbsp;i dormitori&amp;nbsp;sono ombre distese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Gli spazi vuoti fra di loro sono terra di nessuno,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è una geometria, è familiare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;***&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Miss Tennent comanda la mensa autorevole,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;una dozzina di serventi, tre cuochi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Assaggia alle sette il the di giornata&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;se le piace fa felice lo chef dagli occhi azzurri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;- You've got fine pants, today! dice al giovane&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;italiano vestito da festa. Distribuisce compiti,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;sorveglia le porzioni&amp;nbsp;del lunch, ti guarda.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;A sera, nel quartiere lungo il fiume, ragazzi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;le danno piacere per poco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=3515710966033019940&amp;amp;postID=4458291696879373227&amp;amp;from=pencil" name="OLE_LINK1"&gt;&lt;/a&gt;Per le strade del campo inglese il percorso&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;è obbligato,&amp;nbsp;Orlando non commette errori&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;- il destino non è stato cattivo, è già tanto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;che non sono in galera -. Disegna col furgone&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;un arco da Ovest a Est, dal magazzino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;alla mensa, andata e ritorno con pausa the.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Il sottoufficiale si dondola sui piedi&amp;nbsp;proprio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;sull'entrata: I'll be washing my hands,&amp;nbsp;I think.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Sul furgone l'aiutante di Orlando carica food&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;and meat,&amp;nbsp;burro, the, patate, il burro è salato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;a Orlando non piace, fa solo un po' di cresta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;al vassoio della carne.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;All'entrata della mensa afferra con l'uncino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;i sacchi di patate,&amp;nbsp;li trascina all'interno, si annuncia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;cantando in falsetto anema e core.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Talvolta insegue miss Tennent nei corridoi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;In ricorrenza di festività o di vittorie ignote&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;ai più, l'ufficiale scozzese con kilt e cornamusa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;batte un perimetro quadrato immaginario,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;tiene il passo cadenzato come fosse in battaglia,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;alterna a brevi intervalli un grido di comando&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;poi torna a soffiare nello strumento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Da Ovest un sole di ghisa illumina il campo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Tutti concordano sul termine dell'esibizione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;a tramonto inoltrato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Orlando non ha nostalgie. Napoli è solo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;un'alzata di spalle, uno sguardo rivolto altrove,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;come lontano dal cuore l'amore senza occhi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Rammenta le strade in Renania Westfalia,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;dopoguerra, casalinghe indaffarate,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;uomini in fabbrica a produrre per il boom.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Orlando alle undici del mattino, alle tre&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;del pomeriggio, chiama le donne per strada,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;vende ritagli di stoffa italiana&amp;nbsp;come fosse&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;americana indistruttibile&amp;nbsp;-&amp;nbsp;per&amp;nbsp;questo&amp;nbsp;hanno vinto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;la guerra -&amp;nbsp;sparge alcol non visto, dà fuoco&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;con lo zippo, spegne col pollice prima che l’alcol finisca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La seduzione non finisce mai. Orlando&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;amandole tutte semina tracce di sé, ich liebe dich,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;tempi gloriosi di maschio italiano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Irrompe sul piazzale delle passioni,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;la squadra di operai non tende un agguato,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;colpiscono al corpo risparmiano il viso,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;il giovane sardo che ama la greca&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;incassa in silenzio si affloscia nell'erba.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;La squadra di greci addetta al montaggio,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;in fabbrica strappa comando ai suoi capi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;difende il salario nel ritmo pattuito&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;della catena – solo a chi è stanco sfugge&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;il ritmo accelerato senza maggiore compenso –,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;qui, sul piazzale, la squadra difende l’antico diritto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;dell’uso patriarcale, il possesso del corpo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e del cuore delle donne.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Se nostalgia lo preme Orlando&amp;nbsp;ti porta in città,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;nella latteria italiana&amp;nbsp;che apre&amp;nbsp;sul retro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;stanze riservate.&amp;nbsp;Lo salutano con deferenza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;ma si vede che il posto migliore&amp;nbsp;è destinato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;ad altri, al boss in tweed,&amp;nbsp;col solitario al mignolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Racconta di sé. Ma è la mano a disegnare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;nell'aria tempi inenarrabili a parole.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Di regine di strada. Di battute di caccia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;Indica i pezzi grossi mano a mano che entrano,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;resta in silenzio, abbassa la voce - quando&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;torni in Italia ti dico io da chi andare,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;gli fai due piaceri e ti sistemi -.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-4458291696879373227?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/4458291696879373227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/la-nostalgia-di-orlando.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4458291696879373227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4458291696879373227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/la-nostalgia-di-orlando.html' title='La nostalgia di Orlando'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-6446343934809037070</id><published>2012-01-14T18:32:00.000+01:00</published><updated>2012-01-14T18:32:21.097+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Miss Tennent comanda la mensa autorevole,&lt;br /&gt;una dozzina di serventi, tre cuochi.&lt;br /&gt;Assaggia alle sette il the di giornata&lt;br /&gt;se le piace fa felice lo chef dagli occhi azzurri.&lt;br /&gt;- You've got fine pants, today! dice al giovane&lt;br /&gt;italiano vestito da festa. Distribuisce compiti,&lt;br /&gt;sorveglia le porzioni&amp;nbsp;del lunch, ti guarda.&lt;br /&gt;A sera, nel quartiere lungo il fiume, ragazzi&lt;br /&gt;le danno piacere per poco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-6446343934809037070?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/6446343934809037070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/miss-tennent-comanda-la-mensa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/6446343934809037070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/6446343934809037070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/miss-tennent-comanda-la-mensa.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-9165393196356668931</id><published>2012-01-13T17:54:00.001+01:00</published><updated>2012-01-13T18:11:38.172+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>In ricorrenza di festività o di vittorie ignote&lt;br /&gt;ai più, l'ufficiale scozzese con kilt e cornamusa&lt;br /&gt;batte un perimetro quadrato immaginario,&lt;br /&gt;tiene il passo cadenzato come fosse in battaglia,&lt;br /&gt;alterna a brevi intervalli un grido di comando&lt;br /&gt;poi torna a soffiare nello strumento.&lt;br /&gt;Da Ovest un sole di ghisa illumina il campo.&lt;br /&gt;Tutti concordano sul termine dell'esibizione&lt;br /&gt;a tramonto inoltrato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-9165393196356668931?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/9165393196356668931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/in-ricorrenza-di-festivita-o-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/9165393196356668931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/9165393196356668931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/in-ricorrenza-di-festivita-o-di.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-8840971914793051980</id><published>2012-01-06T12:19:00.001+01:00</published><updated>2012-01-10T14:33:21.424+01:00</updated><title type='text'>Giorgio Caproni</title><content type='html'>Domani un secolo fa, nasceva a Livorno, ma la città della sua vita è Genova.&lt;br /&gt;Ho scritto sulla sua poesia un breve saggio comparso su La mosca di Milano numero 8, del dicembre 2001.&lt;br /&gt;Tutta la poesia che ho studiato, come succede a tutti, ha lasciato segni nella mia. Segni inconsapevoli per lo più, eppure almeno in una delle poesie della mia ultima raccolta, I contorni delle cose (Stampa 2010), so bene che avevo in mente lui.&lt;br /&gt;Riporto qui il saggio al quale ho fatto solo poche modifiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-right: 55.0pt; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;b&gt;Giorgio Caproni. Disabitante innamorato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-right: 55.0pt; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-right: 55.0pt; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"&gt;Il disabitante.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-right: 55.0pt; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;E’ perenne congedarsi dal mondo la poesia di G. Caproni. Un congedo che dura più di cinquant'anni, da Come un’allegoria che esce nel 1936 a Il conte di Kevenhüller del 1986.&lt;br /&gt;A leggere l’intera sua opera il sentimento di esilio nel mondo, che il poeta esprime, finisce col risultare dominante.Un sentimento che si fa via via più vivo dopo la tragica esperienza della guerra ma che diviene esplicita coscienza a partire dalla raccolta, pubblicata nel 1965, col titoloCongedo del viaggiatore cerimonioso &amp;amp; altre prosopopee. E’ su questo momento topico e su quelli successivi fino al termine della produzione di Caproni, saltando cioè per ora quella precedente, che vorrei soffermarmi per dichiarare, col poeta, quel sentimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi sa “d’avere più conoscenze / ormai di là che di qua” cominciano a farsi necessari i saluti. Succede nella poesia del Congedo che dà titolo alla raccolta. Il cerimonioso viaggiatore saluta, sul treno, i suoi compagni di viaggio, si scusa per il disturbo, si rammarica di non poter godere oltre della loro ottima compagnia. Segnali sicuri avvisano il viaggiatore che l’arrivo per lui è imminente, anche se il luogo del trasferimento è del tutto ignoto. Non solo: il viaggiatore confessa persino di non conoscere “quali stazioni / precedano la mia”.&lt;br /&gt;L’ironia, lieve e controllata, dà alla poesia un tono di leggerezza: è volontà precisa del poeta di trattare così temi impegnativi. Prima dell’ultimo saluto (“Buon proseguimento”), a chiusura della poesia stessa, il viaggiatore proclama l’unica certezza raggiunta nel suo viaggio: “io / son giunto alla disperazione / calma, senza sgomento.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La disperazione è quella di chi si trova a vivere nello smarrimento esistenziale seguito alla violenza della guerra e al dispiegarsi alienante della modernità. Ma è disperazione calma, di chi non rinuncia a fare i conti con la solitudine, col deserto della vita, con la morte. A partire dal Congedo dunque, e più ancora da Il muro della terra del 1975, che tutti concordano nel ritenere raccolte di svolte decisive nell’opera di Caproni, il tono di fondo della voce del poeta è, sempre più consapevolmente e con maggiore insistenza, quello di chi, smarrite le coordinate di spazio e tempo, si trova ad essere qui e altrove nello stesso tempo. Quella disperazione calma fa tutt’uno, con crescente lucidità, con il sentimento di disabitante del mondo, in perenne congedo, che caratterizza, mi sembra, quasi tutta la poesia di Caproni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io / che non ho abitazione / [...] io / - che non ho ubicazione - ” dice nella poesia Finita l’opera de Il muro della terra, (1975). E ancora, più dichiaratamente, più di dieci anni dopo, nell’universo in cui si sente intrappolato, il poeta conferma di sentirsi “soltanto uno dei suoi tanti / - smarriti - disabitanti”. Lo era già nei panni del preticello irreligioso del Congedo quando costui, allontanandosi dai peccati del mondo, si fa prete per pregare, non perché Dio esiste, ma perché Dio esista. Lo sarà quando, nella raccolta Il franco cacciatore (1982), dichiarerà: “Fa freddo nella storia. / Voglio andarmene.”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qui quell’eterno congedarsi. Che non è solo congedo che voglia quasi esorcizzare la provvisorietà terrena, ma anche consapevolezza delle trasformazioni interne e necessarie delle ragioni della poesia, del suo logos. Ogni commiato è in realtà anche un arrivo e una nuova partenza. La calma disperazione del Congedo diventerà straziata allegria in Il franco cacciatore , e ancor più in Il Conte di Kevenhüller quando, non arrestandosi nella realtà il viaggio, il poeta è sempre più impegnato in sfide estreme, quelle della caccia a Dio e al proprio io. Sfide che confermeranno il sentimento di esilio per chi è a caccia di certezze, perché si concluderanno entrambe con la disfatta. La prima perché “Dio esiste soltanto / nell’attimo in cui lo uccidi.”, la seconda perché l’integrità della identità individuale risulterebbe possibile solo nell’autodistruzione: l’io cacciatore che bracca, a fucile imbracciato, la propria ombra, confessa: “ La mira , ero io. / Il resto, / tutta una fantasia.”, e quando spara ai suoi due io divisi ( un Caino e un Abele in ruoli reversibili, che si amano e si odiano con ardente allegria) in realtà spara a se stesso: “Premetti / a bruciapelo il grilletto. / Li vidi cadere insieme / sotto la raffica. / L’urlo / che alzarono, mi colpì in petto / come piombo. / Fuggii.”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il disabitante smarrito, che non rinuncia alla vita, il tema dell’assenza e della ricerca di Dio e quello dello sdoppiamento dell’io diventano temi decisivi, affrontati come sfida col tono di una amichevole, a tratti aspra, conversazione con il lettore. Ciò che mi preme qui rilevare è che quei temi, con la tensione metafisica che comportano, non solo incidono sul rinnovamento del linguaggio e della metrica che si fa franta, sincopata, dentro una musica quasi atonale, ma modificano anche gli scenari, la geografia fisica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel congedarsi dal mondo è anche un prendere le distanze, materialmente, dalla scenografia precedente. Succede così che la città, luogo fisico privilegiato nelle poesie di Caproni precedenti la pubblicazione del Congedo, da ora in avanti tende a scomparire o a comparire perlopiù in negativo. E di negatività è investita anche e soprattutto Genova, la città tanto amata da Caproni (insieme a Livorno sua città natale), anche se viva ormai soltanto nella memoria del poeta che da tempo, come vedremo, si è trasferito a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Il congedo (del 1965 quando Caproni è già a Roma da quasi vent’anni) il preticello, smarrito nella sua irreligione, ha infatti voluto allontanarsi dalle tentazioni proprie della sua città, di quella Genova mercantile dei vicoli dove persino il mare “pare insaccare / denaro nel rotolio / della risacca” e che “pone nell’arricchire / (e nel riuscire) il solo / scopo delle sue mire”. Ed è ancora di Genova che il poeta parla quando, in Il muro della terra (1975), dice:“Il trifoglio / della città è troppo / fitto. Io son già cieco”, una poesia nella quale conferma, sia pure con rammarico, di essersi congedato per sempre dalle “matte risate, / la sera, all’osteria / dietro le donne.”. Nella stessa raccolta è sempre in quella città che la luce s’è fatta ormai troppo dura e impura: “nel tronfio rigoglio / bottegaio, la città / sputa in faccia il suo Orgoglio / e la sua Dismisura.” sicché il poeta si sente costretto a sottrarsene avendo negli occhi un “fulminato spavento.”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la polemica poi investe la città in generale. E’ il cuore stesso di ogni città ad essere morto “ la folla passa / e schiaccia - è buia massa / compatta, è cecità”. Più tardi, in Il conte di Kevenhüller, e saremo nel 1986, il poeta conferma la sua presa di distanza ormai senza tono polemico e senza alcun rammarico: “Le città d’una volta / (le belle città costiere / e le bianche spiagge del sole. / Le barche. Le bandiere. / Le donne nudeggianti / sventate e pigre) la mente / più non ci turbano.”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il territorio nel quale il poeta, straniero al mondo e a se stesso, si è definitivamente inoltrato (con Il muro della terra del 1976, Il franco cacciatore del 1982, Il conte di kevenhüller del 1986) è ora fatto perlopiù di campi spopolati, di pianori deserti battuti dal vento. Ogni traccia di sentiero, se mai ce ne fu, è andata perduta. E’ il vuoto ad avere quasi consistenza e le parole stesse “scavano nel vuoto vuoti / monumenti di vuoto.” E’ rimasto solo il vento “Un vento / lasco e svogliato [...] Un vento / spopolato.”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qua e là s’intravedono alberi, un ponte, l’acqua; a volte “i tavoli / della locanda ancora / ingombri”. Talvolta, all’improvviso, compare un bar dove il poeta, che medita sulla propria identità, crede di vedere se stesso in un altro avventore che ha il volto fisso “sulla sua birra svogliata”: ogni tentativo di stabilire un colloquio fallisce: la radio, la calca lo impediscono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paesaggio poi torna a essere spettrale. Nebbia, nevischio, fumo e il cielo come fanghiglia. Finché ci si trova nell’ultimo borgo, dove si aprono i ‘luoghi non giurisdizionali’ di Il franco cacciatore (1982). Brughiere, foreste, aree di confini incerti senza dogane o frontiere, dove non si sosta ma si passa, da un vuoto a un altro vuoto. Sono i luoghi dove con maggiore evidenza la realtà della storia si mostra più inconsistente. Dove ogni violenza, ogni caccia, si mostra ferocemente inutile: ogni cacciatore si rivela in realtà un cacciato, ogni persecutore una vittima. Sono i luoghi nei quali la Bestia vociferata, in Il conte di Kevenhüller (1986), braccata inutilmente, risulta aver dimora dentro noi stessi. Dove appare più chiaro che nessun al di là attende nessuno e che nemmeno il nulla esiste. Dove è possibile infine rivedere, trasparenti, i morti “Vivi dentro la morte / come i morti son vivi / nella vita.”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non luoghi, dunque: “Là / fra la palpebra e il monte” dove pure esiste “tutta quest’erba felice / di nessun luogo”, “nelle regioni gialle del sogno”, quando l’ora è: “l’ora / di taglio tra mano e volto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo scenario poetico si rinnovano congedi, addii. La città è ormai lontana. E’ lo scenario poetico imposto dal cuore e dalla mente al disabitante del mondo che si aggira nel labirinto dei nodi e dei conflitti di un uomo del secondo novecento, dentro,come sottolinea L. Surdich, “le tematiche novecentesche dell’io scisso, dello sdoppiamento, dell’analisi e della rappresentazione del negativo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre tuttavia dire che, per quanto aereo e spettrale si faccia lo scenario dal Congedo in avanti, la presa con la realtà è nella poesia di Caproni irrinunciabile. La riflessione, le idee trovano sempre il modo di sciogliersi dalla loro astrattezza per farsi “prodigiosamente narrazione e rappresentazione” dentro situazioni in cui, accanto a una sospensione quasi allucinata del reale, si sente tuttavia, per brevi cenni, la consistenza di una dimensione materiale, quotidiana, domestica. I segnali concreti ai quali accennavo prima (un bar, un’osteria, ecc.) finiscono col rinviare agli scenari abituali interiorizzati nella vita in città. In questo senso mi sembra significativo che una delle ultime poesie di Il conte di Kevenhüller, che è del 1986, sia ambientata in un bar anonimo e come sospeso nell’aria: la ragazza del banco interrogata sulla sorte di un ‘lui’ risponde che è scomparso, “E riprende a sciacquare i bicchieri, / ripresa dai suoi pensieri.”. E’ un’immagine che rimanda inevitabilmente, e faccio qui un’anticipazione, alla ragazza che sciacqua bicchieri nella conclusione di Stanze della funicolare , una complessa composizione interamente centrata nell’universo genovese e che è presente in Il passaggio d’Enea. Questa raccolta è del 1956, cioè di trent’anni prima del sopra citato Conte di Kevenhüller. Nel suo insieme è espressione dello struggente amore di Caproni per la sua città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disabitante innamorato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recupero ora all’analisi le opere che precedono Il Congedo del viaggiatore. Là dove la città, Genova, domina la scena.&lt;br /&gt;A Genova Caproni giunge nel 1922, a dieci anni. Vi trascorre la sua adolescenza e giovinezza. Vi resta fino allo scoppio della guerra. Fino ad allora la sua poesia ( nelle raccolte Come un’allegoria e Ballo a Fontanigorda, del 1935 e del 1937) è in presa diretta con l’amatissima città.&lt;br /&gt;E’ presa di sensi in continua sollecitazione. Coglie il permanere nel vento, quando le risse e le sassaiole sono finite, di “un fiato di bocche accaldate / di bimbi”. Coglie, al tramonto, il colore del mare, così sbiadito che pare entrato negli occhi - “macchie d’indaco appena / celesti “- del bagnino. O, nella notte, l’odore acre di sugheri bruciati in improvvisati falò estivi. Più spesso nella città, nei pressi del porto, l’odore di catrame e il tanfo “di bolliture / rancide, d’olii di semi” che viene dalle friggitorie. Se i sensi si incrociano soccorrono sinestesie e allora “un tram / col suo fragore la brace / dei gridi attizza”.E’ presa carnale. Su fanciulle: “ sento ancora / fresco sulla mia pelle il vento / d’una fanciulla passatami a fianco / di corsa.”. Sulle donne: “S’illuminano come esclamate, / ad ogni scoppio di razzo, / le chiare donne sbracciate / ai balconi.”. E “carnali risa di donne” si levano, in una poesia successiva, dal putridume fresco delle acque del porto. Di donne “che sanno / così bene di mare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi si avvicina il tempo di guerra. La raccolta Finzioni (pubblicata nel 1941) raccoglie poesie scritte entro il 1939 ed è già incupita da un sentimento di fine delle cose, del loro inevitabile spegnersi. Avrebbe scritto più tardi lo stesso poeta di una “quasi allucinata chiaroveggenza con cui nel sangue era presentita [...] l’ineluttabilità della tragedia in agguato.”. Siamo già nell’atmosfera dell’addio e del congedo. La guerra sarà il trauma più doloroso della vita di Caproni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver partecipato alla guerra di liberazione in Val Trebbia si stabilisce a Roma con la famiglia. Fa il maestro. Genova è ormai lontana. E’ un ricordo. Tanto più vivo quanto più estranea gli risulta la nuova città: “ah perdere anche il nome / di Roma, enfasi e orina.”. Ed ecco la raccolta del 1956 Il passaggio d’Enea che vive interamente nel recupero memoriale della propria giovinezza genovese.&lt;br /&gt;Solo a Genova si può scrivere, vivere, solo lì sarebbe possibile una morte gentile. “Genova mia città fina : / ardesia e ghiaia marina. / Mare e ragazze chiare / con fresche collane di vetro / (ragazze voltate indietro, / col fiasco, sul portone / prima di rincasare)”. Unico punto saldo di riferimento, nella memoria, Genova è simbolo di consistenza, di fermezza, di solidità: ”Mia Genova difesa e proprietaria. / Ardesia mia. Arenaria. / Le case così salde nei colori”. Ma, più ancora, città degli amori, della vita viva: “La mia città dagli amori in salita, / Genova mia di mare tutta scale / e, su dal porto, risucchi di vita / viva”.&lt;br /&gt;Genova dunque come dimensione dell’anima. “Genova l’ho tutta dentro. Anzi, Genova sono io. Sono io che sono ‘fatto’ di Genova. Per questo anche se nato a Livorno (altro porto: altra città mercantile), mi sento genovese”.&lt;br /&gt;Lasciare Genova ( i suoi rimorchiatori, le persiane verdi e i gerani, le ragazze a coppie col petto commosso, i passeri dalla voce calda ma grezza, il gioco cantilenante della parlata genovese) è stato per il poeta entrare nella tenebra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sentimento della vita come un passaggio ( verso il nulla) si sta acuendo e sarà, come abbiamo visto, la fonte delle meditazioni delle raccolte successive. Ma congedo e morte qui vengono affrontati ancora dentro la disperazione calma che sarà esplicito approdo della coscienza nel Congedo del viaggiatore. Caproni dice i temi gravi dell’addio e della morte con naturale semplicità, con lo sguardo disincantato e leggero che gli proviene dalla sua accettazione delle regole del gioco della vita. Con Genova ancora nel cuore e nella mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando avrà deciso di andarci, in paradiso, ci andrà con l’ascensore di Castelletto ( uno dei quartieri di Genova), e di notte, interrompendo il sonno. Sul belvedere, in vestaglia, forse incontrerà le ragazze genovesi: “le leggiadre / giovani in libera uscita / con cipria e odor di vita / viva” e forse anche sua madre: “Con lei mi metterò a guardare / le candide luci sul mare. / Staremo alla ringhiera / di ferro - saremo soli / e fidanzati, come / mai in tanti anni siam stati”. Sarà commosso fino alle lacrime perché lascerà sola Rina, la compagna della sua vita, come quel giorno che era partito per la guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la commozione del ricordo di Genova si fa pressante allora la poesia diventa quasi preghiera. La poesia Litania , che chiude Il passaggio d’Enea , è organizzata con lo schema del rosario. Le quarantacinque quartine di distici baciati si srotolano in una infinita serie, alla maniera litaniale, in un verso di proposta e uno di risposta (in corsivo). La prima: ”Genova mia città intera. / Geranio. Polveriera. / Genova di ferro e aria, / mia lavagna, arenaria.”. E’ la sua Genova tradita, che lo carica di rimorso. Ma soprattutto Genova “rimario, puerizia e sillabario”. Città di mercanti e industriali ma soprattutto di “Campana Sbarbaro e Montale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne esce un quadro totale della città, nei suoi scorci paesaggistici e nella sua topografia, nei suoi aspetti umani, storici e civili, nella memoria autobiografica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono però, infine, le Stanze della funicolare, la vasta composizione che occupa&amp;nbsp;la parte centrale de Il passaggio d’Enea (del 1956) e che rappresenta un viaggio allegorico dalla vita prenatale fino alla morte, a dare definitiva sostanza alla mitologia genovese di Caproni. La funicolare, come accade nella realtà, parte da un breve tunnel (il prima della nascita) e poi sale lentamente senza potersi fermare, tirata dal suo cavo (il destino inarrestabile), verso la meta finale ( la morte) avvolta nella nebbia che dà alla conclusione una atmosfera ‘vagamente purgatoriale’. Qui spazio e tempo si confondono, allegoria e onirismo sembrano prevalere. Ma sotto e intorno c’è la città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nel ricordo la presa di Genova è sui sensi. Luci acide feriscono gli occhi; l’alba, che segna l’inizio del viaggio, sa di rifresco e di rifiuti gelidi. In basso sui marciapiedi deserti si sente il fracasso delle carrette degli spazzini. Dal mare sale il respiro. L’aria vibra di sale e di rame al primo passaggio di un tram. L’aurora colora il sartiame del porto. Poi le tende bianche sulla marina, agitate dalla prima brezza, richiamano sciami di ragazze dai calcagni arrossati. Sui tetti a mezzogiorno compaiono i bucati stesi, si sentono risse esplodere tra i grigi casamenti di Oregina. Più in là, sopra le carceri, genovesi in raduno giocano a bocce al tramonto. Scesa la notte, la pioggia lava la città e sugli scogli ragazze in amore porgono la spalla spruzzata di pioggia ai marinai e le pietre odorano di luna appena spuntata. In un buio bar sul lungomare una donna lava in terra e una giovane sciacqua bicchieri nella nebbia del nuovo mattino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, con rimpianto, con rimorso, il poeta si congeda da Genova. Aveva già scritto:“Nell’ossa ho un’altra città / che mi strugge. E’ là. / L’ho perduta. [...] Città / cui nulla, nemmeno la morte / - mai, - mi ricondurrà”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-8840971914793051980?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/8840971914793051980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/giorgio-caproni.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/8840971914793051980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/8840971914793051980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/giorgio-caproni.html' title='Giorgio Caproni'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-7767592455817720950</id><published>2012-01-05T16:00:00.004+01:00</published><updated>2012-01-10T15:16:16.787+01:00</updated><title type='text'>Blues, labrador nocciola</title><content type='html'>Ti chiedevo dell'inconscio, sulle sue profondità,&lt;br /&gt;su quel prato gigantesco a duemila metri,&lt;br /&gt;tenevo tra le dita un fiore senza averlo colto&lt;br /&gt;eppure ti chiedevo delle tue radici, dell'acqua&lt;br /&gt;da cui proveniamo.&lt;br /&gt;Tu per risposta annusavi l'aria sottile&lt;br /&gt;disperdevi lo sguardo intorno, sulla catena&lt;br /&gt;di Dolomiti che avevamo per sfondo&lt;br /&gt;con le malghe incassate nei fianchi.&lt;br /&gt;Il tuo interesse era lì&lt;br /&gt;in quel profondo orizzontale,&amp;nbsp;quello sterminato&lt;br /&gt;spazio di valli&amp;nbsp;che avresti esplorato volentieri&lt;br /&gt;con me anche se la vita non bastava.&lt;br /&gt;Cara Blues, avevi ragione anche su questo,&lt;br /&gt;su inconscio e radici l'esplorazione&lt;br /&gt;non finisce mai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-7767592455817720950?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/7767592455817720950/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/blues-labrador-nocciola.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/7767592455817720950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/7767592455817720950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/blues-labrador-nocciola.html' title='Blues, labrador nocciola'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-8853434814770972035</id><published>2012-01-04T17:55:00.002+01:00</published><updated>2012-01-12T16:56:03.266+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Per le strade del campo inglese il percorso&lt;br /&gt;è obbligato,&amp;nbsp;Orlando non commette errori&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;- il destino non è stato cattivo, è già tanto&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;che non sono in galera -. Disegna col furgone&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;un arco da Ovest a Est, dal magazzino&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;alla mensa, andata e ritorno con pausa the.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il sottoufficiale si dondola sui piedi&amp;nbsp;proprio&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;sull'entrata: I'll be washing my hands,&amp;nbsp;I think.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Sul furgone l'aiutante di Orlando carica food&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;and meat,&amp;nbsp;burro, the, patate, il burro è salato&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;a Orlando non piace, fa solo un po' di cresta&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;al vassoio della carne.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;All'entrata della mensa afferra con l'uncino&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;i sacchi di patate,&amp;nbsp;li trascina all'interno, si annuncia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;cantando in falsetto anema e core.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Talvolta insegue miss Tennent nei corridoi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-8853434814770972035?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/8853434814770972035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/per-le-strade-del-campo-il-percorso-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/8853434814770972035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/8853434814770972035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/per-le-strade-del-campo-il-percorso-e.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-6033036686620829239</id><published>2012-01-03T15:33:00.011+01:00</published><updated>2012-01-05T12:46:11.463+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giunto a Milano fui costretto a segnare il passo in un paradosso di inadeguatezza. Perché qui, contrariamente al solito, essa consisteva nel fatto che su questioni di sesso ero molto più avanti di tutte e tutti. E dunque inadeguato all'ambiente! Al mio liceo di Milano di amore e di sesso non si parlò mai. Il mio insegnante di greco, quando si accorse che negli intervalli mi intrattenevo con una ragazza, ironizzò pubblicamente sulla faccenda e alla fine dell'anno scolastico mi spedì immeritatamente a settembre. Greco era una delle mie materie preferite, il mio profitto ovviamente non era brillante ma la sufficienza riuscivo a strapparla. Gli anni erano quelli. La serietà dell'Istituto si fondava sulla censura assoluta su questioni di amore e di sesso e naturalmente sulla disinformazione totale della quale peraltro le famiglie stesse erano complici.&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.telostampo.com/public/62543479_nudorosa.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-align: justify;"&gt;&lt;img alt="Modigliani Nudo Rosa" border="0" class="fotoProd" src="http://www.telostampo.com/public/62543479_nudorosa.jpg" title="Modigliani Nudo Rosa" width="140" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invece io sapevo molto e il mio desiderio era lì lì per trasformarsi in appetito. Mancava solo la condivisione cameratesca. Venivo da una permanenza di quasi tre anni, la più lunga della mia vita di studente prima di Milano, a Rimini. Dove di sesso se ne parlava e faceva in abbondanza. Anzi quella era la dimensione costante e quotidiana nella quale vivevamo io, i miei&amp;nbsp;compagni di classe, i miei compagni di strada, i conoscenti, gli adulti&amp;nbsp;maschi e femmine, persino la coppia di anziani &amp;nbsp;che mi ospitava, che intendeva rallegrarmi con storielle atroci di sesso, e la figlia,&amp;nbsp;ormai zitella, belloccia, che tentò, inutilmente per via della mia timidezza, di avviarmi ai rapporti sessuali. L'attività sessuale maggiore tra noi maschi adolescenti era ovviamente la masturbazione. Alimentata, del tutto involontariamente, dai preti che al momento della confessione accoglievano il volto dei ragazzini fra le ginocchia ricoperte dall'ampia tonaca sotto la quale il confessore si dava godimento. Al mio arrivo a Rimini peraltro era risultato subito quanto fossi indietro. L'attività masturbatoria, della quale non avevo ancora notizia, lì era oggetto di sottili ragionamenti. Dedicarcisi due volte nello stesso giorno soprattutto d'estate, col sole e il mare affollato, poteva anche capitare, ma chi esagerava veniva rimproverato pubblicamente. Il giovane iscritto a una società ciclistica con la quale partecipava a gare regionali ci istruiva sui tempi: ci volevano tre giorni per smaltire una 'pugnetta' e quindi, se aveva la gara di&amp;nbsp;domenica, il giorno buono era giovedì, che era anche giorno di tortellini a casa sua. D'estate però era tutto diverso. I giovani in età di transizione avevano un'offerta così abbondante che alla fine della stagione erano in molti a guardarti con aria da esperti. Le ragazze riminesi a maggio avevano già l'abbronzatura e l'elegante costume alla moda. Le straniere portavano zoccoloni di legno ma erano altissime e soprattutto molto più disponibili. Causa i miei ritardi e la solita partenza prematura feci appena a tempo a mettermi in pari con la masturbazione. A Milano il senso di inadeguatezza si manifestò all'incontrario. Ero pronto per il passaggio successivo ma la cosa sembrava non interessare nessuno. Ho ricominciato a interessarmi al sesso condiviso solo dopo la maturità e dopo Colonia. Ma, per i tre anni di liceo, desiderio, appetito e tutto il resto fu di nuovo censurato e ricacciato nelle fantasie. A scuola le ragazze portavano lunghi grembiuli neri ed erano inaccessibili. Le cattoliche frequentavano Gioventù Studentesca sotto la guida di don Giussani. Nelle classi marxiste si parlava di politica. Non era come a Rimini, avevo ancora negli occhi quel compagno di banco che era riuscito a slacciare dalla giarrettiera e sfilare le calze a una compagna durante un compito in classe.&amp;nbsp;Quanto a qualunquismo politico, ma non solo, la mia classe ne era massima espressione. Dovetti imparare, adeguarmi ad altri usi e costumi.&amp;nbsp;Tutti tifavano per il Milan o per l'Inter. Un giorno, a casa di un amico, vidi Schiaffino in televisione volteggiare sull'erba a San Siro con una eleganza che mi innamorò. Divenni così milanista e lì feci presto a mettermi in pari. Bastava leggere il lunedì il Guerin Sportivo da dove pontificava, ma con grande inventiva di linguaggio, Gianni Brera. Il giorno in cui comparii in classe avendo in mano 'Ragazzi di vita' di Pasolini &amp;nbsp;probabilmente avevo in animo di smascherare la mentalità piccolo borghese dei compagni, ma non ero preparato a rispondere a colui che, incrociandomi, mi chiese come mai leggessi 'la roba di quel culo!'. In effetti non ero preparato a niente. Quel giorno però cominciai verosimilmente a pensare che la mia classe nascondeva qualcosa. Forse di sesso ne sapeva più di me ma non lo diceva, forse era molto più politicizzata ma non lo dava a vedere, forse insomma era molto fascista, reazionaria, omofoba e molto, molto ignorante. Più di me.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;La scalata di San Marino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bastava salire fino alla porta&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e restarne fuori, al di là c'era&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;la repubblica di San Marino.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi fosse Marino non l'ho mai saputo.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da Rimini mare fin lassù&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;con le nostre bici pesanti&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-gonfia bene le gomme, dicevano-&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ci volevano più di due ore.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una sfacchinata, di quelle che&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;fai a sedici anni.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-mo' se ti fai le pugnette non &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ce la fai mica!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi il rito del ritorno.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fazzoletto intorno alla fronte&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;giornale sotto la maglietta&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e giù 'a tomba aperta', come diceva Brera.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arrivavi primo in preda al terrore&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;per via della bici più pesante &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;che non frenava bene.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A sera nel viale era tutto un raccontarsela,&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;fortuna che le ragazze baciavano lo stesso.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-6033036686620829239?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/6033036686620829239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/milano-fui-costretto-segnare-il-passo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/6033036686620829239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/6033036686620829239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/milano-fui-costretto-segnare-il-passo.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-3933076153106233470</id><published>2012-01-01T22:54:00.002+01:00</published><updated>2012-01-02T10:12:45.537+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Orlando non ha nostalgie. Napoli è solo&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;un'alzata di spalle, uno sguardo rivolto altrove,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;come lontano dal cuore l'amore senza occhi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/35/Koelner_Dom_bei_Nacht_1_RB.JPG/220px-Koelner_Dom_bei_Nacht_1_RB.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" class="thumbimage" height="165" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/35/Koelner_Dom_bei_Nacht_1_RB.JPG/220px-Koelner_Dom_bei_Nacht_1_RB.JPG" style="cursor: move;" width="220" /&gt;&lt;/a&gt;Rammenta le strade in Renania Westfalia,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;dopoguerra, casalinghe indaffarate,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;uomini in fabbrica a produrre per il boom.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Orlando alle undici del mattino, alle tre&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;del pomeriggio, chiama le donne per strada,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;vende ritagli di stoffa italiana&amp;nbsp;come fosse&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;americana indistruttibile&amp;nbsp;-&amp;nbsp;per&amp;nbsp;questo&amp;nbsp;hanno vinto&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;la guerra -&amp;nbsp;sparge alcool non visto, dà fuoco&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;con lo zippo, spegne col pollice prima che finisca.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;La seduzione non finisce mai. Orlando&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;amandole tutte semina tracce di sé, ich liebe dich,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;tempi gloriosi di maschio italiano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-3933076153106233470?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/3933076153106233470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/orlando-non-ha-nostalgie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3933076153106233470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3933076153106233470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2012/01/orlando-non-ha-nostalgie.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-2245573795746876166</id><published>2011-12-31T19:09:00.000+01:00</published><updated>2011-12-31T19:09:52.222+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>A chi per amore, per curiosità, per conoscenza&lt;br /&gt;incrocia righe e versi auguro&amp;nbsp;buon 2012.&lt;br /&gt;Continuiamo a tenerci abbarbicati ai nostri fili d'erba.&lt;br /&gt;Con affetto per tutte e tutti, Paolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-2245573795746876166?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/2245573795746876166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/chi-per-amore-per-curiosita-per.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2245573795746876166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2245573795746876166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/chi-per-amore-per-curiosita-per.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-1494631562457858512</id><published>2011-12-29T11:53:00.002+01:00</published><updated>2011-12-29T18:19:41.666+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>La crisi in corso è troppo grande perché si possa ignorarla, anche da questo blog, che amerebbe scrivere solo versi e righe intorno alla poesia.&lt;br /&gt;Della manovra governativa si possono dire due cose.&lt;br /&gt;La prima riguarda il fatto che gli attori di essa sono legati mani e piedi al sistema e quindi le misure che adottano sono sempre quelle, al di là di qualche illusoria invenzione creativa che incide poco o niente.&lt;br /&gt;La seconda riguarda il fatto che queste misure sono per loro natura organizzate per far pagare la crisi ai più deboli.&lt;br /&gt;Non ci si deve poi dimenticare che tutta Europa è governata dalle destre che mettono sul conto anche piazze tumultuanti che darebbero ragione di una sterzata ancora più a destra. Vero è che l'Italia non ha una tradizione militarista ma non è che i Bava Beccaris e i governi Tambroni siano di mille anni fa.&lt;br /&gt;Le uniche proposte serie e capaci di fare uscire dalla crisi sono inattuabili dalle attuali forze politiche. Non è vero che non ce ne siano. Ormai, rispetto a sei mesi fa, quando di questa crisi totale in arrivo parlavano solo esperti e acuti commentatori, la maggioranza della popolazione credo abbia capito che se ne esce solo con misure che intacchino beni e rendite dei più ricchi. Misure che, per quanto fossero contenute, farebbero gridare subito contro il bolscevismo.&lt;br /&gt;Può essere che la parte più democratica della popolazione scenda davvero in piazza e che dobbiamo assistere a scontri sanguinosi. Ai tempi di Bava Beccaris c'era il partito socialista che guidava la protesta. Nel 1960 di Tambroni c'era il partito comunista. Quei partiti insieme ad altre forze politiche, con la loro capacità di mediazione e di rappresentanza, furono in grado di evitare che a quelle stragi ne seguissero altre e il movimento di massa e di protesta potè condizionare in senso più democratico il paese. Oggi &amp;nbsp;che esista una forza politica, solo di movimento o di partito, in grado di svolgere la stessa funzione è drammaticamente in dubbio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-1494631562457858512?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/1494631562457858512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/la-crisi-in-corso-e-troppo-grande.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/1494631562457858512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/1494631562457858512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/la-crisi-in-corso-e-troppo-grande.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-5484853540884088675</id><published>2011-12-27T18:20:00.003+01:00</published><updated>2011-12-28T23:09:43.311+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Se nostalgia lo preme Orlando&amp;nbsp;ti porta in città,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;nella latteria italiana&amp;nbsp;che apre&amp;nbsp;sul retro&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;stanze riservate.&amp;nbsp;Lo salutano con deferenza&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;ma si vede che il posto migliore&amp;nbsp;è destinato&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;ad altri, al boss in tweed,&amp;nbsp;col solitario al mignolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Racconta di sé. Ma è la mano a disegnare&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;nell'aria tempi inenarrabili a parole.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Di regine di strada. Di battute di caccia.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Indica i pezzi grossi mano a mano che entrano,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;resta in silenzio, abbassa la voce - quando&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;torni in Italia ti dico io da chi andare,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;gli fai due piaceri e ti sistemi -.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Quella qui sopra è la versione, modificata oggi, dei versi che compaiono nel post di lunedì 28 novembre &amp;nbsp;e che qui riporto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Se nostalgia lo preme Orlando&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;ti porta in città,&amp;nbsp;nella latteria italiana&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;che apre&amp;nbsp;sul retro&amp;nbsp;stanze riservate.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo salutano con deferenza&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;ma si vede che il posto migliore&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;è&amp;nbsp;destinato&amp;nbsp;ad altri, al boss in tweed,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;col solitario al mignolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Racconta di sé. Ma è la mano a disegnare&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;nell'aria tempi inenarrabili a parole.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Di regine di strada. Di battute di caccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman; font-size: 16pt;"&gt;S&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman;"&gt;ono andato a rileggerli oggi dopo aver scritto, su un post che ho messo per ora a maturare tra le bozze, qualche altro verso su Orlando. Appena ho aperto il post solo a guardare come erano strutturati mi sono parsi esangui, anemici e persino disturbati! Li ho trascritti su un unico rigo virtuale e poi ho ricominciato a comporre. La versione che qui appare all'inizio ha un altro ritmo ed è decisamente meglio. Tra l'altro ho potuto aggiungere quattro versi finali che avevo in mente da tempo ma che non sapevo dove collocare. Andavano qui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times-Roman;"&gt;Orlando preme sulla memoria. Stanotte mi è comparso con la cintura solita dei calzoni sotto il ventre prominente e in essa infilato l'uncino per afferrare e trascinare i sacchi di patate. Un personaggio piuttosto triste, come magliaro non aveva commesso delitti gravi tranne imbrogliare un po' di gente, se l'era cavata con qualche mese di prigione ogni tanto. Ora si era imboscato in quel campo, forse con qualche conto in sospeso con la giustizia ma anche perché il fisico non lo sosteneva come prima. Aveva il suo giro in città ma si teneva fuori dalla malavita. Almeno così mi diceva. A quel tempo doveva avere circa cinquantacinque anni, era un bell'uomo, si teneva bene ma oggi dovrebbe avere più di centodieci anni. Viveva solo. Sarà finito in una fossa comune oppure sul tavolo di anatomia dell'Università.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman;"&gt;L'amico S. mi chiede se quel lavorio notturno, di cui parlo ogni tanto, è reale o è una finzione. Non è una finzione. Dormendo o comunque nel dormiveglia raggiungo uno stato di concentrazione che nel quotidiano raggiungo a fatica e raramente. Anche perché non sono molto bravo a tenere lontano le distrazioni. Credo anzi, come succede a molti, di condizionare i miei stessi sogni e gli stessi spostamenti onirici non mi allontanano mai di molto dalla necessità di mettere a fuoco una questione. Di notte in effetti ho sistemato diverse cose. Mentre sto scrivendo queste ultime parole &amp;nbsp;la memoria, quasi una impicciona che vuole sempre dire la sua a tutti i costi, si infila tra loro e me. Fu durante una notte che presi la decisione di partire per Colonia. Non ricordo più di tanto, certo non dovette essere una notte tranquilla. Al risveglio mi sono sollevato a sedere sul letto e mi sono detto che l'unica soluzione era andare a Colonia. La fuga era stata insomma concepita e l'avrei realizzata di lì a un paio di settimane, al massimo tre, il tempo di fare il passaporto. Che poi fosse Colonia la meta scelta, la cosa era del tutto irragionevole quanto irrilevante. Colonia era la città dove un amico di liceo era andato a passare l'estate, il suo racconto vivo mi aveva impressionato e certi indirizzi che lui mi avrebbe dato, quello ad esempio della casa dello studente, sarebbero tornati utilissimi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times-Roman;"&gt;La fuga invece non aveva appunto bisogno di indirizzi. Aveva solo bisogno di essere realizzata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-5484853540884088675?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/5484853540884088675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/se-nostalgia-lo-preme-orlando-porta-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5484853540884088675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5484853540884088675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/se-nostalgia-lo-preme-orlando-porta-in.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-5337948664516874166</id><published>2011-12-26T12:39:00.003+01:00</published><updated>2012-01-17T23:05:20.121+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Mi è capitato spesso nel passato, per strada, di riconoscere improvvisamente nell'aria di città l'odore&amp;nbsp;di Colonia del 1963. Assolutamente identico, non ho dubbi. Allo stesso modo ricordo l'afrore dell'acqua marina di superficie, immobile sotto riva fra qualche scoglio con le erbe verdi sul fondo, nel mio paesino in Puglia, più di sessantanni fa. Quell'afrore ha somiglianze con l'acqua profonda del tratto di mare di Trieste dove ho imparato a stare a galla, più o meno nello stesso periodo. Quello di Colonia invece è quello della città industriale. Ma ormai è molto che non lo sento più qui a Milano. Credo dipenda dal fatto che quasi tutte le fabbriche sono state sostituite da condomini. Non c'è più lo smog nero e denso, ci sono invece le polveri sottili degli scarichi delle automobili e dei riscaldamenti delle case. Suppongo che l'aria non abbia più lo stesso odore nemmeno a Colonia. Sono tornato recentemente in Puglia e a Trieste e il mare aveva lo stesso profumo. I mari sono certamente più inquinati e l'afrore è più chimico, ma credo che il risultato sia pressoché uguale perché si tratta sempre di decomposizione e morte di alghe, pesci e rifiuti.&lt;br /&gt;La prima notte nel dormitorio studentesco di Colonia la passai sveglio, pensavo a cosa mi ero lasciato alle spalle. Respiravo con piacere l'aria fredda che entrava dalla finestra aperta alla mia altezza nel letto a castello. Verso le due o le tre del mattino il freddo diventò più importante dei miei pensieri, accostavo la finestra e il tipo di sotto si alzava e la spalancava. Siamo andati avanti così. La mattina volli dare un'occhiata a quel personaggio, era un tedesco mingherlino, sottile e pallido. Forse doveva evitare di dormire al freddo.&lt;br /&gt;Non dovettero trascorrere più di uno o due giorni quando in un tardo pomeriggio, mentre io e il nero americano cercavamo di comunicare con i nostri dizionarietti, un giovane di statura piuttosto alta, capelli biondi mossi e occhi chiari mi si è rivolto sorpreso di trovare in quel posto un italiano. Il suo accento era inconfondibilmente triestino. Come per chiunque è inconfondibile il dialetto del proprio paese. Anche se come per me la permanenza nel luogo di nascita è stata saltuaria. Oggi non so parlarla, ma nemmeno a vent'anni, già allora ne conoscevo ormai solo la cadenza, l'accento, il ritmo. Per questo chiesi subito a Claudio se era triestino come me. Doppia sorpresa.&lt;br /&gt;Una mattina di molti anni fa in un bar di Ripamonti ne riconobbi un altro, gli dissi che anch'io ero triestino. Strano di solito i triestini sono molto più affettuosi, mi rispose. Insomma mi tolse definitivamente quell'identità che già a me sembrava sovradeterminata. Da quel momento ho smesso anche di tentare ogni tanto di parlare in triestino per gioco. Che poi i triestini siano più affettuosi di altri era un'idea pellegrina, Claudio non lo era affatto. Piuttosto era curioso. Chi ero, quanti anni avevo, cosa ci facevo lì, se ero davvero studente, il tutto con un pizzico di diffidenza che non ho mai capito da dove gli provenisse. Dato che allora, proprio come oggi, ero molto insicuro di me pensai che gli provenisse dal fatto che mi spacciavo per triestino senza esserlo in effetti, infatti non parlavo in triestino. Prese a comportarsi da subito da fratello maggiore e in effetti qualche anno in più li aveva.&lt;br /&gt;Il vero personaggio era lui. Aveva sulle spalle un doppio tradimento. Quello verso la sua famiglia che lui accusava di essere una famiglia patriarcale, autoritaria, soffocante e stupida, e quella verso lo studio perché aveva abbandonato l'Università.&lt;br /&gt;E' per questo che la terza parte del poemetto si chiama "Il tradimento di Claudio".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-5337948664516874166?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/5337948664516874166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/mi-e-capitato-spesso-nel-passato-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5337948664516874166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5337948664516874166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/mi-e-capitato-spesso-nel-passato-per.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-2041847722194216544</id><published>2011-12-21T18:19:00.008+01:00</published><updated>2011-12-22T16:28:29.122+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Cristoforo Colombo voleva arrivare in Oriente andandoci da Occidente. Buscar el levante por el poniente. Oggi stiamo assistendo a una sorprendente trasformazione. Sembra sempre più evidente che a spingersi verso Oriente si ritrova l'Occidente che stiamo perdendo. &amp;nbsp;Certo la sorpresa per quegli amici della mia generazione che quaranta e più anni fa, Beatles compresi, partì per l'Oriente per trovarci l'Oriente, deve essere tanta. Sempre più ne tornano delusi. India e Cina, che complessivamente fanno quasi tre miliardi, sono sempre più occidentalizzati. Con un paradosso in più per la Cina che, paese sostanzialmente capitalistico, è governato da un partito comunista. Ma le città cinesi con i loro grattacieli in acciaio e cristallo ormai stanno sostituendo quelle americane anche nel nostro immaginario, la magia di New York infatti qui si ripete almeno una dozzina di volte in città grandiose sovrapopolate.&lt;br /&gt;Fine dell'Oriente. Adesso che anche laggiù è Occidente e ci andiamo 'por el levante' non 'por el poniente' mi sento più in pace con me stesso. Ai richiami mitici dell'India degli anni sessanta infatti non ho mai concesso nulla imbevuto com'ero di americanismo. Che passava attraverso i film western, attraverso Cesare Pavese, i romanzi che traduceva, la sua poesia, attraverso infine, diciamo così, il mio personale fordismo gramsciano, dovuto a uno zio e a un cugino che lavoravano nei cantieri navali di Trieste, quando ancora c'erano nell'immediato dopoguerra, e a un camallo del porto di Genova, una delle persone più generose che io abbia mai conosciuto.&lt;br /&gt;Cristoforo Colombo fece quattro viaggi in 'Oriente'. Rimase convinto fino alla morte che quello era l'Oriente, anzi le Indie, e non un altro continente che stava in mezzo fra l'Ovest e l'Est. Avesse avuto in mano i calcoli di Eratostene, che quasi milleottocento anni prima aveva calcolato con grande precisione la circonferenza della terra, si sarebbe reso conto che i tempi delle sue traversate erano troppo brevi per poter ritrovarsi in India. Colombo non ha fatto altro che estendere a Occidente l'Occidente. Che notoriamente è sempre stato più veloce dell'Oriente. Tanto è vero che, dopo aver aperto la strada, mezza Europa si è trasferita laggiù e ha occupato in breve il continente nuovo fino alla fine del West, impedendo di fatto che l'Oriente&amp;nbsp;ci provasse&amp;nbsp;da quella parte, limitandone i lenti tentativi alle coste della California.&lt;br /&gt;Ma l'altro paradosso cui viene da pensare riguarda il movimento attuale delle popolazioni da Est verso l'Ovest. L'Oriente che sta diventando sempre più Occidente conosce un fenomeno classico dei processi di industrializzazione, l'immiserimento di larghi strati popolari da una parte, contadini, lavoratori del piccolo commercio nomade, piccoli proprietari di terra, bottegai, ma anche strati di popolazione istruita e con qualche specializzazione tecnica o intellettuale: tutti costoro finiscono con l'investire gli ultimi guadagni nel viaggio della speranza verso i paesi più ricchi e industrializzati da tempo.&lt;br /&gt;Questa immigrazione di massa nei nostri paesi può dare ispirazione a una poesia epica moderna?&lt;br /&gt;Quella della poesia epica e di un suo ritorno d'attualità sembra sia un dibattito abbastanza acceso. Non credo molto alle sue possibilità. Penso però che la poesia attuale non possa sottrarsi a 'sentire', in svariati modi, quanto sta succedendo. In questo senso credo che la poesia-racconto di Cesare Pavese, dalla quale sono personalmente partito nella mia formazione di scrittore di versi, abbia molto da dire ancora quanto a stilemi. Ad esempio appunto il suo verso di tredici e/o di sedici sillabe, mutuato in buona parte dal verso whitmaniano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-2041847722194216544?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/2041847722194216544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/cristoforo-colombo-voleva-arrivare-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2041847722194216544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2041847722194216544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/cristoforo-colombo-voleva-arrivare-in.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-5326771153071970904</id><published>2011-12-20T22:25:00.112+01:00</published><updated>2012-01-17T23:08:49.681+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-U8FTqgIuZIQ/TvD8L6q1XRI/AAAAAAAAAFo/M6_PBWidaeI/s1600/charley+harper.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="170" src="http://3.bp.blogspot.com/-U8FTqgIuZIQ/TvD8L6q1XRI/AAAAAAAAAFo/M6_PBWidaeI/s200/charley+harper.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;charley harper&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;La fantasia di Harper!&lt;br /&gt;Di mio aggiungo che è una polifonia ottimistica. Anche l'amico N. è ottimista. Ce n'è bisogno! Lui dice che del bicchiere di vino vede sempre solo la metà piena (l'altra metà è vuota perché se l'è bevuta). Io non sono così ottimista in fondo all'animo ma sono molto ben disposto, mi basta poco, ad esempio sentire quel che dice N. sul suo bicchiere di vino, per diventarlo. Segno che anche nella mia formazione, come accade ai più, si è inceppato qualcosa a un certo punto. Si è infatti soliti dire: fino a quel momento tutto sembrava andare a meraviglia, poi... Già, poi, a un certo punto, succede qualcosa che ti rivela che la realtà non è tutta meraviglie. Però di meraviglie al mondo ce ne sono tante! Per questo forse vale la pena abbandonarsi comunque all'ottimismo. Capisco N. quando dice che Leopardi era un mollaccione. Lo dice perché Leopardi continua a mettere l'accento, lamentandosene col suo pessimismo esibito, sul fatto che il piacere infinito al quale tendiamo in realtà non esiste. E questo a N. non può certo andare giù.&amp;nbsp;N. è cristiano e ottimisticamente un al di là infinito, comunque sia, lo intravede. Ma non dovette essere facile per un ateo in un paese di cattolicissimi moderati liberali trovare la giusta tonalità del discorso per dire che quelle erano vili illusioni. E che c'era tra l'altro poco da essere ottimisticamente rivolti verso 'le magnifiche sorti e progressive' che annunciavano. Anche se, molto meno pessimisticamente, lo stesso Leopardi, nel commentare lo stato delle cose in Francia, arrivava a dire più in generale che, nella modernità, nonostante la competizione persecutoria dell'uomo sull'uomo, le società riuscivano a riparare alla maggior parte dei danni che commettevano. Rileggere il 'Discorso sullo stato presente degli italiani' riserva ancora sorprese. Ma insomma Leopardi non era, se così si può dire, ottimista fino al punto di ritenere che c'era un al di là con qualche premio eterno per ciò che mancava di qua.&lt;br /&gt;N. invece ci spera con ottimismo. Tanto più che persino gli dei dell'antica Grecia sembra gli abbiano mandato un segno favorevole. Egli racconta infatti che sull'acropoli, nel mezzo delle sue riflessioni, gli è comparsa una civetta!&lt;br /&gt;Di più difficile interpretazione quanto è invece successo a me. Nel bel mezzo del piazzale antistante l'entrata delle meraviglie di Olimpia un vento improvviso ha scosso con violenza i rami degli alberi. Un ramo si è spezzato e mi ha colpito sul dorso della mano destra.&lt;br /&gt;Forse volevano dirmi che non ero degno di entrare a Olimpia e di godere delle meraviglie prodotte da chi, al contrario di me, li venerava. O forse, essendosi trattato di un ramo e non dell'albero, volevano solo rimproverarmi. Di averli trascurati sin lì. Di non averli tenuti più in alcun conto prima col mio fragilissimo cattolicesimo poi col mio agnosticismo e poi col mio ateismo. Bene, ora, a distanza di qualche anno da quella visita, li ho persino onorati con questa memoria. Fine della storia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-5326771153071970904?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/5326771153071970904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/charley-harper-chissa-se-mi-lasciano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5326771153071970904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5326771153071970904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/charley-harper-chissa-se-mi-lasciano.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-U8FTqgIuZIQ/TvD8L6q1XRI/AAAAAAAAAFo/M6_PBWidaeI/s72-c/charley+harper.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-210251817603193257</id><published>2011-12-11T17:13:00.006+01:00</published><updated>2012-01-05T10:54:01.847+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>I versi di mercoledi 30 novembre non funzionavano per niente. Non c'è niente di peggio che un primo verso brutto. La strofa l'avevo abbozzata questa estate ma era proprio una cosa bruttina. Tra l'altro era fuori tema perché avevo adoperato il passato remoto. In quel momento mi premeva di più l'occasione del ricordo, l'episodio di violenza di cui l'amico sardo era stato vittima, e le implicazioni che quel gesto oggi mi significano. Ma il primo verso che ho sistemato nella prima stesura del post del 30 nov. era bruttissimo. Continuavo ad aprire il blog per rileggerlo sperando in una mia conversione ma non c'è stato modo. Tutte le volte suonava pesante, ipermetro, senza suono, senza ritmo. Era così:&lt;br /&gt;La squadra di operai irrompe sul piazzale delle passioni.&lt;br /&gt;Eppure 'la squadra di operai' era necessaria, e necessario era 'il piazzale delle passioni'. Quanto a 'irrompe' era inevitabile. Ma dopo 'irrompe' sentivo necessaria una crasi, una cesura. Che era possibile. Ma poi 'sul piazzale delle passioni' non aveva la struttura di fine verso, sembrava più l'inizio di un altro. Portarlo a capo a farne l'inizio di un altro significava dare valore di verso compiuto a quanto rimaneva ma questo non mi tornava perché non era l'irrompere che mi interessava ma era l'irrompere nel piazzale delle passioni. 'Sul piazzale delle passioni' doveva essere ridotto a un numero di sillabe inferiore. Ad esempio così: sul piazza di passioni. Così: la squadra di operai irrompe sul piazza di passioni. Si tratta di un novenario più una cesura più un settenario.&lt;br /&gt;La soluzione è sembrata venire l'altro giorno ed è quella che nel post in questione compare ora. Ma non ne sono affatto convinto. Il ritmo è strapazzato da tutte quelle zeta e esse. La soluzione ideale in questo momento mi sembra piuttosto questa: la squadra di operai irrompe sul piazzale. Un alessandrino! Quanto a 'delle passioni' ho l'impressione che dovrò rinunciarvi. Ma è troppo funzionale all'intero racconto e quindi andrà recuperato altrove. A meno di. A meno di questa soluzione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Irrompe sul piazzale delle passioni,&lt;br /&gt;la squadra di operai non tende un agguato,&lt;br /&gt;colpiscono al corpo risparmiano il viso,&lt;br /&gt;il giovane sardo che ama la greca&lt;br /&gt;incassa in silenzio si affloscia nell'erba.&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times-Roman;"&gt;La squadra di greci addetta al montaggio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman;"&gt;in fabbrica strappa comando ai suoi capi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman;"&gt;difende il salario nel ritmo pattuito&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman;"&gt;della catena – solo a chi è stanco sfugge &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman;"&gt;il ritmo accelerato senza maggiore compenso –,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman;"&gt;sul piazzale la squadra difende l’antico diritto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman;"&gt;dell’uso patriarcale, il possesso del corpo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Times-Roman;"&gt;e del cuore delle donne.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l'ultima delle righe scritta, dove dice: 'A meno di. A meno di questa soluzione:' e l'ultimo verso della poesia poi riportata sono passate due ore! Però forse funziona. Soprattutto il primo verso, una volta scritto com'è poi ho ricostruito tutta la poesia sul suo ritmo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-210251817603193257?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/210251817603193257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/i-versi-di-mercoledi-30-novembre-non.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/210251817603193257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/210251817603193257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/i-versi-di-mercoledi-30-novembre-non.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-1391592062173698485</id><published>2011-12-11T00:06:00.005+01:00</published><updated>2011-12-11T17:06:09.445+01:00</updated><title type='text'>non omnis moriar... Sperèmm, dice N.</title><content type='html'>Da pochi minuti è domenica 11 novembre.&lt;br /&gt;Nel post del 26 novembre c'è un commento di una lettrice che lamenta la lunghezza della divagazione storica su Colonia. Dopo averla scritta mi sono chiesto anch'io perché ho sostato così a lungo a descrivere la guerra di Cesare. C'entrano i ricordi liceali. La solitudine di Schenk è nata come prosecuzione di quelle quartine che hanno per titolo Indicazioni e che non a caso userò nella stesura finale &amp;nbsp;come prologo, come introduzione. Vi sono descritti attimi di vita liceale. La superstiziosa visita alla chiesetta prima delle lezioni, le soste liberatrici all'uscita, la pretesa della frase definitiva che doveva spiegare il mondo, gli appuntamenti dati, gli insegnanti. Tutto comincia lì. Poi, quasi come sua naturale prosecuzione, è scattata la memoria sui miei due anni successivi alla maturità e quindi il viaggio a Colonia. In qualche modo scrivere in righe sembra indurmi a sequenzialità logiche e temporali che con la poesia hanno poco a che spartire o che comunque di solito non rispetto. L'escursione storica sul limes romano sembra essere appunto una di queste concessioni. Che peraltro, a parte la seria probabilità di risultare noiosa, credo abbia una sua peculiare consistenza strutturale se riferita al mezzo di scrittura che adopero. Voglio dire che scrivere qui, dentro un blog, con l'idea che qualche sguardo estraneo lo attraversi da un momento all'altro, implica quasi naturalmente una rottura con una ricerca metodica e sequenziale, il blog sembra essere per sua natura disposto alle libere associazioni, alle connessioni le più lontane tra loro, anzi sembra provocarle come se si trattasse di scorrere un nastro il più velocemente possibile e cogliere all'istante il frammento di vita che mostri più senso o maggior forza di sopravvivenza, senza tenere conto del legame più o meno immediato con il frame precedente da cui si è partiti.&lt;br /&gt;Già, perché poi, in gioco, cos'altro c'è in poesia? La misura della sua forza sta nella sua sopravvivenza, al di là della nostra stessa vita, cioè un dato del quale non sapremo mai nulla. Sul mio primo libretto universitario (rintracciato apposta nella ricostruzione dell'anno di Colonia) ho trovato scritto a matita in un angolino: Non omnis moriar, con relativa nota del numero dell'ode di Orazio. Un amico poeta noto e affermato, molto più avanti di me negli anni, è solito dire: speriamo! Si riferisce per l'appunto solo a questo: speriamo che i miei versi sopravvivano a me stesso! Lui però è anche cristiano e a una certa sopravvivenza in un al di là ci crede, probabilmente si chiede se da dove si troverà potrà dare un'occhiata all'esito futuro dei suoi versi (non ho capito bene in cosa consiste la sua aspettativa, credo che pensi a una sopravvivenza limitata a chi ha ben operato in vita, magari scrivendo appunto versi non caduchi...).&lt;br /&gt;Scrivere torno a scrivere. Per lo più mi sembra di andare alla cieca. E non può che essere così. Per due motivi. Primo, perché scrivere è una necessità e considero ormai inutile perdere tempo a dare una spiegazione di essa. Secondo, perché la necessità primaria non è quella di una scrittura generica, è necessità di scrivere in versi e anche spiegare ciò è inutile perdita di tempo. Infine le righe, che accompagnano i versi che vengo scrivendo, sono una compagnia caldissima in attesa che venga il verso a dare inizio a un'altra strofa. Già mentre scrivo in righe &amp;nbsp;compongo mentalmente&amp;nbsp;&amp;nbsp;versi&amp;nbsp;che per lo più poi scarto. Se qualcuno di essi mi si ripresenta, anche durante la notte, ci lavoro su e prima o poi, se hanno qualcosa di convincente, diventa necessario dar loro corpo. A volte a dire il vero passano giorni, settimane.&lt;br /&gt;Tutto comunque in effetti va avanti alla cieca. Scrivere devo, e in versi. Ogni tanto mi illudo che qualche senso tutto ciò ce l'abbia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-1391592062173698485?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/1391592062173698485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/nel-post-del-26-novembre-ce-un-commento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/1391592062173698485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/1391592062173698485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/nel-post-del-26-novembre-ce-un-commento.html' title='non omnis moriar... Sperèmm, dice N.'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-3043289760890096317</id><published>2011-12-10T22:17:00.002+01:00</published><updated>2011-12-11T12:32:06.811+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>L'americano m'insegnò a sfruttare un'opportunità che l'Università di Colonia offriva. Esisteva un arbeitsamt, un ufficio del lavoro, apposito per studenti. La camera del lavoro locale era in contatto con l'ufficio universitario e metteva a disposizione per studenti bisognosi (ma non necessariamente) lavoretti di una o mezza giornata, con paga sindacale e copertura sanitaria. Si trattava di fare la coda fuori dall'ufficio di primissimo mattino, depositare per terra il proprio libretto e attendere l'apertura. Gli addetti avrebbero raccolto tutti i libretti e chiamato i proprietari. La faccenda mi funzionò per diverse mattine, bisognava superare la diffidenza degli studenti che appena si rendevano conto che ero italiano e che competevo con loro nella distribuzione dei lavori brontolavano, facevano piccole bastardissime provocazioni. Facevo finta di niente, sfruttavo la non conoscenza della lingua per dare a intendere che non capivo le loro intenzioni. Ma se accadeva di incrociare con qualcuno lo sguardo tutto si smontava.&lt;br /&gt;Era andata più penosamente il giorno dopo il mio approdo alla casa dello &amp;nbsp;studente, quando ancora non conoscevo quella risorsa. Anche allora di primissimo mattino, attraversando la città piena di neve e di neve odorosa, di un odore che mi porto tuttora nelle narici, mi misi in cerca di un ufficio del lavoro generale. Ne conoscevo vagamente l'indirizzo, sapevo che ero nelle sue vicinanze quando mi imbattei in due veneti, in tutta evidenza due contadini, curvi e intabarrati. Non solo non ci fu nessuno scambio di affettuosità ma mi mandarono dalla parte opposta. Gira e rigira alla fine all'ufficio del lavoro ci arrivai comunque, i due erano lì che discutevano con altri italiani. Ci ignorammo. Anche perché mi resi subito conto che l'unica offerta di lavoro possibile riguardava la manovalanza generica nelle case in costruzione. Conoscevo per conto mio quel tipo di esperienza e non mi attraeva affatto. Sapevo che il lavoro era faticoso, pieno di rischi e dovevi essere disponibile a vivere per un periodo più o meno lungo, come per lo più accadeva ai lavoratori stranieri, nei baustelle, i cantieri edili. Non era rifiuto del lavoro manuale, era quel lavoro manuale lì che non ero disposto a fare. D'altra parte quella mattina mi resi conto che non ero in alcun modo della stessa pasta dei due calabresi ai quali in qualche modo quella situazione, quel luogo mi assimilava. Non solo perché non ero un contadino ma perché non ero davvero un emigrante come loro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-3043289760890096317?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/3043289760890096317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/lamericano-minsegno-sfruttare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3043289760890096317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3043289760890096317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/lamericano-minsegno-sfruttare.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-422180179835235951</id><published>2011-12-07T23:19:00.005+01:00</published><updated>2011-12-11T21:58:28.313+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Sono partito per Colonia una sera d'inverno. Una volta sistemato sul treno mi sono addormentato. Al risveglio la giornata era cominciata da un pezzo e lo scompartimento era occupato da donne che chiacchieravano tra loro in tedesco. Non capivo ovviamente nulla. Lo stridore della loro lingua non mi colpiva più di tanto. Colonia sarebbe comparsa e sarei sceso, tutto qui. Aver dormito così serenamente probabilmente allora dovette avere un certo significato che ora, a distanza di cinquantanni, mi sfugge, ma non ci vuole molto a pensare che quel sonno aveva messo tra me e Milano una distanza che non era solo il numero di chilometri percorsi durante la notte.&lt;br /&gt;Quando scesi alla stazione, che sembrava quella di Firenze, mi sbarazzai della valigia al deposito bagagli, mi infilai le mani in tasca e mi affacciai a guardare scorrere il Reno. I gabbiani gridavano all'uscita degli scarichi, c'era un discreto movimento di barconi a motore, la gente indaffarata. Poi mi avviai verso il Duomo, tenevo d'occhio le guglie per scegliere la strada. Durante la notte aveva nevicato abbondantemente, nonostante la mia disposizione d'animo a fare il turista non ci volle molto a convincermi che dovevo darmi da fare altrimenti. L'aria era fredda e la luce poca, mancava poco a mezzogiorno ma nuvole pesanti d'acqua e neve si raccoglievano e tutto faceva pensare che di lì a poco il buio e il freddo sarebbero aumentati. Mi diressi verso Nord e attraversai il centro della città e dopo un grande parco ricco di alberi e neve entrai nel quartiere universitario, così come indicava la cartina della città. La casa dello studente era accogliente. Pur senza spiccicare una parola di tedesco ottenni una sorta di salvacondotto grazie al quale potevo rimanere a dormire lì per una settimana. Tornai faticosamente alla stazione centrale ne ritirai la valigia e rifeci il percorso all'indietro, tutto a piedi, solo in seguito mi resi conto che la città era attraversata da una rete di tram e autobus molto efficienti e non costosi. Nella casa dello studente avevo un letto in una camerata grandissima e affollata. Un nero statunitense di proporzioni considerevoli mi prese un po' sotto balia. Mi offrì pane nero imburrato per cena. Aveva un'aria gioviale e sicura di sé. Siamo riusciti a comunicarci l'essenziale grazie all'uso di un paio di dizionarietti. Allora non me ne resi conto ma quanto gli confidai era la dimostrazione che il senso della mia presenza a Colonia non mi era ignoto come volevo dare a intendere a me stesso. Ancora oggi mi sorprende la lucidità con la quale gli dissi che era mia intenzione tornare in Italia per riprendere gli studi e segnatamente la letteratura italiana e la storia. L'americano continua a chiedere why e io tuttora non saprei come rispondergli di preciso. Non lo so oggi, non lo sapevo certo allora, però lo dissi, lo dissi con un pizzico di prosopopea come se stessi parlando di una profonda convinzione scientifica. Perché letteratura italiana e storia insieme? In qualche modo una spiegazione sarebbe venuta molto più tardi ma per il momento tutto ciò fu sufficiente per accreditarmi presso l'americano, bisonte nero super equipaggiato che girava le università europee per farsi una cultura prima di tornare al suo dottorato negli States. Chissà se è ancora vivo. Sarà in pensione come me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-422180179835235951?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/422180179835235951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/sono-partito-per-colonia-una-sera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/422180179835235951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/422180179835235951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/12/sono-partito-per-colonia-una-sera.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-1857491186276529308</id><published>2011-11-30T17:26:00.003+01:00</published><updated>2011-12-10T22:33:21.090+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>L'irruzione è sul piazzale delle passioni,&amp;nbsp;la squadra&lt;br /&gt;di operai non tende un agguato,&amp;nbsp;tutto il deciso è esibito.&lt;br /&gt;Colpiscono al corpo risparmiano il viso.&lt;br /&gt;Il giovane sardo, amante della greca,&lt;br /&gt;si affloscia sull'erba, umida nel crepuscolo.&lt;br /&gt;Quella squadra di greci contende in fabbrica ai capi&lt;br /&gt;il comando&amp;nbsp;del lavoro,&amp;nbsp;nel campo difendono antichi diritti,&lt;br /&gt;sanciti dall'uso patriarcale, alla proprietà del corpo&lt;br /&gt;e del cuore&amp;nbsp;delle proprie donne.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-1857491186276529308?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/1857491186276529308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/la-squadra-di-operai-irrompe-sul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/1857491186276529308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/1857491186276529308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/la-squadra-di-operai-irrompe-sul.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-319861164908749311</id><published>2011-11-29T22:47:00.002+01:00</published><updated>2011-12-10T22:31:15.945+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Il maschio latino, dice Claudio, misura&lt;br /&gt;il necessario col disponibile, come scambio&lt;br /&gt;naturale tra cacciatore e preda.&lt;br /&gt;La ripetizione per lui è un atto d'amore&lt;br /&gt;ma è solo performance del genio,&lt;br /&gt;raramente la preda piegata al bisogno&lt;br /&gt;conosce attrazione e desiderio.&lt;br /&gt;Se accade si liberano voci&lt;br /&gt;per favole, racconti e incontri d'amore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-319861164908749311?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/319861164908749311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/il-maschio-latino-dice-claudio-misura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/319861164908749311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/319861164908749311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/il-maschio-latino-dice-claudio-misura.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-3398150752941352036</id><published>2011-11-28T23:15:00.003+01:00</published><updated>2011-12-27T18:22:44.311+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Se nostalgia lo preme Orlando&lt;br /&gt;ti porta in città,&amp;nbsp;nella latteria italiana&lt;br /&gt;che apre&amp;nbsp;sul retro&amp;nbsp;stanze riservate.&lt;br /&gt;Lo salutano con deferenza&lt;br /&gt;ma si vede che il posto migliore&lt;br /&gt;è&amp;nbsp;destinato&amp;nbsp;ad altri, al boss in tweed,&lt;br /&gt;col solitario al mignolo.&lt;br /&gt;Racconta di sé. Ma è la mano a disegnare&lt;br /&gt;nell'aria tempi inenarrabili a parole.&lt;br /&gt;Di regine di strada. Di battute di caccia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-3398150752941352036?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/3398150752941352036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/se-nostalgia-lo-preme-orlando-ti-porta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3398150752941352036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3398150752941352036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/se-nostalgia-lo-preme-orlando-ti-porta.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-873849681235911793</id><published>2011-11-27T18:22:00.002+01:00</published><updated>2011-11-30T17:37:15.040+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>A volte la memoria si attarda su spazi pieni&lt;br /&gt;incurante che il vuoto e il nulla&lt;br /&gt;sono solo apparenti. La rete invisibile&lt;br /&gt;delle passioni tiene in tensione i due campi.&lt;br /&gt;Anche a sera quando la cantina è deserta.&lt;br /&gt;L'alcool sgrava dalla solitudine&lt;br /&gt;che il juke box non addomestica.&lt;br /&gt;I dormitori sono tutti al buio,&lt;br /&gt;solo i due cuochi amanti&lt;br /&gt;rompono a tratti il silenzio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-873849681235911793?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/873849681235911793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/volte-la-memoria-si-attarda-su-spazi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/873849681235911793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/873849681235911793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/volte-la-memoria-si-attarda-su-spazi.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-7030648618821919710</id><published>2011-11-26T18:42:00.003+01:00</published><updated>2011-12-22T16:42:24.590+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>La seconda parte, che avrei in animo di chiamare 'La nostalgia di Orlando', ha ora la sua prima stanza. La mappa,&amp;nbsp;pretesto per l'incipit della prima parte, 'La solitudine di Schenk', qui è diventata una carta geografica. Ma la mappa era metonimica alla memoria, era un invito astratto, come una sosta della coscienza all'operazione voluta di una ricognizione a volo di uccello sui due campi. Qui invece la carta geografica è proprio riferimento toponomastico alla posizione di Colonia, sulla sponda sinistra del Reno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/71/Koelner_Dom_Innenraum.jpg/250px-Koelner_Dom_Innenraum.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/71/Koelner_Dom_Innenraum.jpg/250px-Koelner_Dom_Innenraum.jpg" style="-webkit-user-select: none;" width="202" /&gt;&lt;/a&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;La carta geografica segnala confini,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;fiumi, laghi, lo sguardo forza la memoria&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;penetra in basso fino al reticolo di strade,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;vede parchi sotto la neve,&amp;nbsp;il Reno&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;che lima le sponde,&amp;nbsp;sente stridere i gabbiani.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;La neve sulle guglie del Duomo&lt;br /&gt;di Colonia vela marmi tagliati&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;in stile italiano. Gli spazi vuoti fanno&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;geometrie verticali,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;nella neve di febbraio la sosta all'interno&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;è su note di Johann Sebastian Bach.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Ce l'ho qui davanti a me, in un'altra finestra aperta nel browser, la cartina geografica di Colonia e dintorni, per verificare quanto la città disti dal confine con la Francia. A dar retta alla memoria liceale la città doveva confinare direttamente con la Gallia. In realtà Colonia è in pieno territorio germanico. Nonostante sia sul Reno, antico limes romano, occorre procedere verso Ovest per almeno un centinaio di chilometri per incontrare un confine, che è poi quello dell'Olanda. Ma la lettura di Cesare, e del suo De bello Gallico, ha lasciato segni indelebili. Sconfitti gli Elvezi, Cesare scatena le sue legioni contro Ariovisto che ha invaso la Gallia oltrepassando il Reno. Che dunque in effetti faceva da confine tra Galli e Germani. Tuttavia popolazioni germaniche si erano da tempo stabilite qua e là sulla sinistra del Reno e al tempo della guerra portata da Cesare erano già più di centomila, forse centocinquantamila. La battaglia avvenuta in Alsazia, nella quale Ariovisto viene sconfitto, costò, a sentire Appiano, la morte di più di ottantamila soldati tedeschi. Anche se l'Alsazia si stende in un territorio molto a sud rispetto a Colonia, anche questo episodio mostra che il Reno funzionava da confine, forse un po' meno 'naturale' di quanto sostiene Cesare al quale tornava più di conto che lo fosse contro l'evidenza degli stanziamenti, a causa della sua maggiore difendibilità. Anche il territorio di Colonia conosceva tratti non superficiali di cultura e vita germaniche. &amp;nbsp;Del resto in esso si stabilì definitivamente, intorno al 40 a.c., la tribù&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: sans-serif; font-size: 13px; line-height: 19px;"&gt;&amp;nbsp;d&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;egli Ubi, popolazione germanica che al di là del Reno non aveva pace per la guerra continua che gli Svevi, potente tribù della Germania più centrale, portava loro. Da quel momento romani e germani diedero vita a un'importante base militare che fu innalzata al rango di 'colonia' da Agrippina, figlia dell'imperatore Claudio, dalla quale prese il nome appunto di Colonia Agrippina.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ho chiesto al browser una mappa di Colonia come è oggi. Zoomando nel centro ho ritrovato Hohe strasse, la strada che allora colpì oltremodo la mia fantasia. Il traffico automobilistico era vietato, le vetrine dei negozi si protendevano fin sulla strada in cubi e parallelepipedi di vetro. Un fluire di persone su e giù in un'atmosfera molto tranquilla. Ho rintracciato la lunga strada che saliva verso la periferia di nord est e sulla quale, uno dietro l'altro a distanza dovute, ancora in quel 1963, erano stanziati campi militari, ciascuno in rappresentanza di una delle forze armate alleate della guerra mondiale. Nell'ultimo di essi, quello inglese (diviso in due campi, uno riservato alla RAF, l'altro al personale di servizio per lo più tedesco), fui assunto come kitchen boy e lì rimasi fino al mio rientro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: sans-serif; font-size: 13px; line-height: 19px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 19px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-7030648618821919710?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/7030648618821919710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/la-seconda-parte-che-avrei-in-animo-di.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/7030648618821919710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/7030648618821919710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/la-seconda-parte-che-avrei-in-animo-di.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-6675242978283162646</id><published>2011-11-21T17:41:00.003+01:00</published><updated>2011-11-22T17:06:55.306+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>La ripetizione è un atto d'amore.&lt;br /&gt;Una frase, anzi un verso, che ho conosciuto circa dieci anni fa. Uno di quegli incontri che hanno il potere di modificare non la realtà ma la percezione che hai di essa. Ancora oggi serbo riconoscenza verso l'autore presso cui l'ho conosciuta, un noto poeta milanese (conservo almeno per ora la scelta di non dichiarare i nomi interi, o di nominare solo le iniziali,&amp;nbsp;di amici, poete e poeti viventi, al contrario dei non più viventi), e questo indipendentemente dal fatto che anche altri possano averla detta.&lt;br /&gt;Ci rifletto oggi perché mi sono imbattuto nella sua negazione.&lt;br /&gt;E anche questa volta è stata una sorta di folgorazione. Andiamo con ordine.&lt;br /&gt;A giudicare dall'accoglienza istintiva che ho riservato a suo tempo a quell'espressione direi che l'assunto sottinteso, che la ripetizione non ha nulla a che vedere con l'amore, doveva avere in me radici superficiali. Tuttavia c'erano, ma alimentavano più un atteggiamento, contratto in circostanze poco interessanti, una postura d'imitazione, un certo rifiuto snob, come se il rifuggire dalla ripetizione di gesti, situazioni, incontri contribuisse a garantirmi l'immagine di afflitto da &lt;i&gt;ennui de l'existence&lt;/i&gt;, che negli anni cinquanta affascinava,&amp;nbsp;un po' confusamente,&amp;nbsp;i giovani come me. Relegato quell'atteggiamento nella memoria e con quella disposizione d'animo dell'uomo adulto pronta a spostarsi sui margini simmetricamente opposti a un vissuto giovanile, superficiale o meno che fosse, quando mi sono imbattuto in quel verso l'ho riconosciuto come mio e l'ho pronunciato in tante occasioni. Con la stessa determinazione che si ha quando si è mossi dal ritenere che nominare una cosa significhi comprovarne l'esistenza.&lt;br /&gt;Ieri sera &amp;nbsp;stavo addormentandomi sulle pagine di 'Empirismo eretico' di Pier Paolo Pasolini. E ho perso completamente il sonno quando nella sua disamina sulla lingua nazionale italiana si sofferma sul carattere dello slogan pubblicitario.&lt;br /&gt;Che abbia una sua carica di espressività potente lo sappiamo tutti da tanto tempo. Non a caso, dicevo qualche giorno fa in uno di questi post, usavo gli slogans pubblicitari con i ragazzi a scuola per fargli capire qualcuna delle figure retoriche più usate nella scrittura. La potenza espressiva degli slogans, dice però Pasolini, viene completamente annullata dalla sua ripetitività soprattutto nella televisione: '...attraverso la ripetizione la sua espressività perde ogni carattere proprio, si fossilizza, e diventa totalmente comunicativa, comunicativa fino al più brutale finalismo'. Che ovviamente è quello di fissare nella testa di chi ascolta e guarda la necessità di possedere l'oggetto reclamizzato.&lt;br /&gt;Non sempre la ripetizione è un atto d'amore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-6675242978283162646?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/6675242978283162646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/la-ripetizione-e-un-atto-damore.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/6675242978283162646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/6675242978283162646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/la-ripetizione-e-un-atto-damore.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-3389836041063925082</id><published>2011-11-09T16:25:00.000+01:00</published><updated>2011-11-26T13:24:06.063+01:00</updated><title type='text'>Stato della manutenzione. Esondazioni, novembre 2011</title><content type='html'>c'è tempo tutto novembre perché cadano&lt;br /&gt;tutte le foglie d'autunno e se ostruiscono&lt;br /&gt;tombini e vie di sfogo sotterranee&lt;br /&gt;l'incuria della città è pari a quella a monte&lt;br /&gt;e a quella a valle, tutta una via di fuga&lt;br /&gt;fino al mare dove prima o poi spurgano&lt;br /&gt;tutte le civiltà e anche infine la nostra specie&lt;br /&gt;che ha tempo tutto questo novembre e molti ancora&lt;br /&gt;il tempo medio di sopravvivenza d'una specie&lt;br /&gt;essendo abbastanza lungo&lt;br /&gt;tranne per certune e per l'orso bruno marsicano&lt;br /&gt;che ha solo&amp;nbsp;una cinquantina di parenti vivi,&lt;br /&gt;faremo di meglio, l'impegno nelle pianure&lt;br /&gt;dello Yangtze e alla foce del Magra non manca,&lt;br /&gt;siamo specie dissipativa imperfetta&lt;br /&gt;ma faremo prima &amp;nbsp;di scarafaggi e colibrì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-3389836041063925082?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/3389836041063925082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/ce-tempo-tutto-novembre-perche-cadano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3389836041063925082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3389836041063925082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/ce-tempo-tutto-novembre-perche-cadano.html' title='Stato della manutenzione. Esondazioni, novembre 2011'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-2929088840680370318</id><published>2011-11-03T12:36:00.000+01:00</published><updated>2011-11-05T14:35:58.971+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Sbarazziamoci dell'autunno affrontiamo&lt;br /&gt;l'inverno, dice Dieter,&amp;nbsp;la giustizia non viene da Est,&lt;br /&gt;nemmeno da Ovest&amp;nbsp;gli fa eco Claudio.&lt;br /&gt;Sul piazzale Claudio aggredisce Dieter&lt;br /&gt;rientrante al dormitorio, lui prende servizio&lt;br /&gt;nel pub per gli ufficiali proprio a quell'ora&lt;br /&gt;verso le dieci di sera è bevuto,&amp;nbsp;come tutti.&lt;br /&gt;Tell me Italia, tell me Italia...&lt;br /&gt;Claudio triestino ha un perfetto inglese&lt;br /&gt;ma Saba e Svevo non fanno argomento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-2929088840680370318?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/2929088840680370318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/sbarazziamoci-dellautunno-affrontiamo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2929088840680370318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2929088840680370318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/sbarazziamoci-dellautunno-affrontiamo.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-4300615379330188817</id><published>2011-11-01T16:03:00.000+01:00</published><updated>2011-11-04T17:57:41.076+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Certo l'abitudine. Basta non equivocare. Nulla a che vedere col vizio. La differenza è, per fare un esempio storico, tra chi conta le sillabe per fare endecasillabi e chi 'pensa' in endecasillabi. Quest'ultimo prima scrive e poi verifica. Al massimo gli sarà scivolata qualche zoppia in un verso, una sillaba strozzata o troppo allungata. E' la differenza che passa tra chi traduce da una lingua straniera vocabolario alla mano e chi 'pensa' in quella lingua. In tutti i casi alle spalle ci sono studio e preparazione infiniti. Che si acquistano quando?&lt;br /&gt;Per riparare allo stato attuale della poesia occorrerebbe che poeti, laureati o no, si rinchiudessero per tempo indefinito in solitaria meditazione. Così sostiene l'amico G. mentre festeggiamo il suo compleanno. Ma non ci credo.&amp;nbsp;Quanto hai da proporre in versi nasce dentro la vita attiva.&amp;nbsp;L'isolamento non è per sé garanzia di nulla. A meno che non sia un bisogno concreto e personale: del resto, rispondere a un bisogno del corpo e della mente, è vita attiva. L'esperienza dei mistici, più ancora delle mistiche, lo dimostra. Prosit.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-4300615379330188817?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/4300615379330188817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/certo-labitudine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4300615379330188817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4300615379330188817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/11/certo-labitudine.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-341670113601229560</id><published>2011-10-31T16:25:00.000+01:00</published><updated>2011-11-01T12:51:59.350+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>L'amico S. ha letto 'Peter, l'australiano' e ha da ridire. Ma solo per un verso. Il terzultimo. / Peter dice di non fidarsi, /. Che bisogno c'è della virgola? Se vai a capo non intendi già che è lì che devi fare sosta nella lettura?&lt;br /&gt;Appena me l'ha fatto notare la tentazione immediata è stata di andare a toglierla. Ma poi ce l'ho lasciata.&lt;br /&gt;Non so bene, non so spiegare tutto. Ogni verso, molto di più credo da quando il verso è diventato libero, ha una storia a sé. Ma dentro una composizione svolge una sua funzione precisa, deve in particolare contribuire a creare quel ritmo, quella musicalità che sostiene la composizione stessa come uno dei suoi contenuti. E non ci sono in una composizione contenuti più importanti di altri. Tutto ciò che contribuisce a fare un verso è un contenuto importante. E andare a capo aiuta a creare quel ritmo, quella musicalità. (Con buona pace di tutti coloro che appena ti vedono ti chiedono ma tu quand'è che vai a capo? E perché ci vai? Sicuro che abbia un senso farlo? Ci vai a caso o segui una partizione precisa?).&lt;br /&gt;Lì la virgola ci sta tutta, ma devo pensarci su sul perché.&lt;br /&gt;Anzitutto quel verso mi serviva così com'è, nove sillabe sono giuste giuste per fare il giusto ritmo col verso che precede e con quello che segue. Nove sillabe tengono il ritmo, non una di più non una di meno ma la virgola dice pausa per conto suo, non gliene importa nulla che se ne stia a fine verso, pausa perché avvisa che c'è un elenco nell'aria, un elenco che va letto e scandito lentamente: dice, invita, chiude.&lt;br /&gt;Non ero preparato alla sua controrisposta. Va bene, allora come spieghi il terzo e quarto verso? Anche lì &amp;nbsp;azioni verbali in sequenza ma quella a fine verso - salutano - è senza virgola!&lt;br /&gt;Sono andato a rileggere il post di ieri. E ho scoperto nientemeno qual era il ritmo della poesia. Senza l'osservazione di S. non ci &amp;nbsp;avrei mai fatto caso. Nell'intera poesia ci sono addirittura due sequenze di tre verbi e una di quattro. E' sul ritmo di queste sequenze verbali che ho costruito i versi. In quella di quattro, alla fine del terzo verso - si salutano - la virgola non ci va perché i ragazzi negli hub si salutano frettolosamente e si scambiano le mappe al volo, perciò le due azioni descritte vanno lette velocemente.&lt;br /&gt;Ma non sarebbe stata la stessa cosa se il verso, invece di finire a 'si salutano', andava avanti comprendendo l'azione di scambiarsi anche le mappe?&lt;br /&gt;Certo che poteva andare anche così. Il ritmo resta quello anche scrivendo tutto il rigo.&lt;br /&gt;Non so. Ho contato le sillabe tanto per fare. Sono quindici. Per me un verso lunghetto, anche se sotto ce n'è uno di diciotto. Un verso lunghetto e quindi sono andato a capo.&lt;br /&gt;Cioè in sostanza qui si dimostra che vado a capo per abitudine. Mah! ma cosa c'è di male?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-341670113601229560?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/341670113601229560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/s.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/341670113601229560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/341670113601229560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/s.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-7821039076259112357</id><published>2011-10-30T17:56:00.000+01:00</published><updated>2011-11-03T16:22:49.339+01:00</updated><title type='text'>Peter, l'australiano</title><content type='html'>I giovani cercano senso, fanno&lt;br /&gt;ipotesi sul mondo, sfrondano il mistero.&lt;br /&gt;Percorrono continenti, negli hub si salutano&lt;br /&gt;si scambiano mappe, lasciano indizi.&lt;br /&gt;Raccolgono l'oro lasciato dalla Storia.&lt;br /&gt;La natura è stupida e feroce, dice Peter l'australiano,&lt;br /&gt;otto milioni di uova per fare un salmone&lt;br /&gt;occhio al ragno saltatore, si solleva&lt;br /&gt;fino all'altezza dei tuoi occhi e lì colpisce.&lt;br /&gt;Peter dice di non fidarsi,&lt;br /&gt;invita alla ricerca, chiude il libro&amp;nbsp;dei tuoi versi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peter mi invidiava. Ancora oggi, dopo cinquantanni, non posso fare &amp;nbsp;a meno di pensare che il suo gesto è stato volontario. Credo che il vedermi così euforico e divertito dal gioco lo abbia alla fine spinto a darmi una lezione. Ha lasciato la presa, non poteva non sapere che così facendo mi abbandonava ad un rischio. Mi chiedo come, dentro la mensa, fra gli inservienti, i cuochi, la stessa miss Tennent, abbiano commentato la faccenda. L'episodio ha avuto uno strascico fastidioso. La frattura esposta - l'osso della falange bianchissimo - mi fu curata in un gabinetto medico con una steccatura. Quaranta giorni di prognosi. Mi sembrò subito un'esagerazione, per i tempi che erano (era in corso una delle tante crisi di 'sviluppo', fu coniata in quei mesi la parola congiuntura) e soprattutto per me che venivo dall'Italia. Ma quella era la Germania. All'arbeitsamt, l'ufficio del lavoro, andavo a ritirare ogni quindici giorni il mio salario: era più alto del solito perché conteneva un'indennità dovuta all'incidente. Da noi ancora oggi è meglio non farsi male e nascondere la faccenda se si può, da quando poi c'è la cosiddetta crisi, vale a dire il trionfo del liberismo selvaggio di origine reaganiana e thatcheriana, e con la diffusione del lavoro nero degli immigrati, le cose sono solo peggiorate.&lt;br /&gt;Furono quaranta giorni di frustrazione profonda perché lavorare dava senso ai giorni. Fu in quei giorni che cominciai a maturare l'idea di ritornare in Italia e riprendere gli studi. Passai la maggior parte del giorno a studiare. Mi ricordavo, dalla sua biografia, che Bertrand Russel in carcere, aveva diviso la giornata in tre parti, ciascuna delle quali era destinata a una delle sue discipline di studio (credo filosofia, matematica, letteratura). Organizzai così anche la mia giornata. Fatta eccezione per le ore di passeggio e di chiacchiere con gli amici del campo il resto lo dividevo tra poesia, studio dell'inglese, studio del tedesco.&lt;br /&gt;A volte scendevo a Colonia, risalivo le strade del centro fino alla stazione centrale e sostavo davanti alla cattedrale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-7821039076259112357?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/7821039076259112357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/peter-laustraliano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/7821039076259112357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/7821039076259112357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/peter-laustraliano.html' title='Peter, l&apos;australiano'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-5911661861872297311</id><published>2011-10-29T14:25:00.000+02:00</published><updated>2011-10-30T17:04:09.112+01:00</updated><title type='text'>Righe in corso: Guido Cavalcanti.</title><content type='html'>Per la sezione Righe in corso (dove già ci sono una pagina su Dino Campana e una su Giacomo Leopardi) ho pubblicato un'altra pagina - anch'essa cliccabile qui a fianco &amp;nbsp;- &amp;nbsp;con il mio lavoro su Guido Cavalcanti. Dove la chiave di lettura è stata l'io diviso. E il suo ricomporsi nella poesia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c'è chi si interessa a Guido Cavalcanti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non starò certo a dire perché un abitante del XXI secolo dovrebbe invece farlo. Ho smesso di fare il prof.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Come persona e scrittore di righe e versi però...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-5911661861872297311?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/5911661861872297311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/per-la-sezione-di-righe-in-corso.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5911661861872297311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5911661861872297311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/per-la-sezione-di-righe-in-corso.html' title='Righe in corso: Guido Cavalcanti.'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-4965545716588924835</id><published>2011-10-28T10:10:00.000+02:00</published><updated>2011-10-30T17:44:04.864+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Quando ho cominciato a scrivere versi?&lt;br /&gt;A quindici anni. Vivevo allora a Rimini. La poesia l'ho perduta. Ma ne ricordo un verso, anzi mezzo, solo un'espressione: una spalliera di rose. La stessa identica espressione che ho trovato a quarantanni in Sereni. Quando l'ho incontrato alla Mondadori, qualche anno prima della sua morte, non ho avuto cuore di raccontargli quella banalità, era già troppo imbarazzato a maneggiare i fogli dei miei versi: lavora, lavora.&lt;br /&gt;Dove ho lasciato Schenk?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-4965545716588924835?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4965545716588924835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4965545716588924835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/sto-prendendo-consapevolezza-che-si.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-8037602523412562899</id><published>2011-10-26T18:32:00.000+02:00</published><updated>2011-10-29T19:00:21.083+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>C'è da credergli a Rimbaud quando dice che lui ha inventato i colori delle vocali ( credo:&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;a nera, e bianca, i rossa, u verde, o blu). Ma credo che abbia fatto qualcosa di più. Il suo deragliamento dei sensi ha aperto piste nel deserto. Anzi ha scoperto il deserto da popolare. Una di queste piste è appunto quella delle libere associazioni sulla quale si è inoltrato Freud non molto tempo dopo. In ogni caso la sinestesia acquista solo dopo Rimbaud una vera e propria cittadinanza in letteratura. Non è che sinestesie non ce ne fossero mai state. Qualsiasi grammatica di retorica comincia a rintracciarle già in Dante (il luogo 'd'ogni luce muto') poi in Ariosto ( il 'lamento amaro') ecc. &amp;nbsp;Ma è solo nel Novecento che, &amp;nbsp;i poeti soprattutto, ne fanno un uso consapevole e raffinato. A scuola non adoperavo in realtà la grammatica per illustrare la sinestesia, portavo esempi tratti dalle pubblicità televisive. I ragazzi poi si divertivano a cercarne. Del resto la multimedialità è per sua natura sinestetica anche se al cinema i sensi coinvolti sono solo la vista e l'udito. Ma è notizia recente delle intenzioni di diffondere odori e profumi durante la proiezione dei film! E Steve Jobs ha ormai destinato, prima di morire, anche il tatto all'uso dell' iPad. Insomma la sinestesia è ormai codificata, istituzionalizzata e tecnologizzata. E dunque ormai vecchietta, consumata. E' questo che sin dall'inizio mi aveva creato un po' di disagio, era il titolo del libro di Don DeLillo che mi aveva lasciato perplesso. Rumore bianco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;E però, in questo romanzo, cosa si addice meglio&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;di una figura retorica vecchietta e moribonda per&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;la descrizione di un percorso di vita destinato per natura alla morte e per artificio, il disastro ecologico, a una morte quasi sicuramente prematura?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;La metafora, la sinestesia, come in questo caso, danno potenza all'espressione. Ma la caricano di suggestioni. Più di quanto già per se stessa non faccia la parola semplice e quindi allontanano vieppiù il lettore dal significato che intendevi darle. Tutto&amp;nbsp;ciò&amp;nbsp;mi&amp;nbsp;è&amp;nbsp;estraneo, &amp;nbsp;non&amp;nbsp;è&amp;nbsp;mai&amp;nbsp;nelle mie &amp;nbsp;intenzioni creare&amp;nbsp;suggestioni.&amp;nbsp;Cerco sempre&amp;nbsp;la&amp;nbsp;parola&amp;nbsp;diretta, giusta,&amp;nbsp;quella,&amp;nbsp;per&amp;nbsp;dire.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;Anche&amp;nbsp;se&amp;nbsp;non&amp;nbsp;hai&amp;nbsp;nessuna&amp;nbsp;garanzia&amp;nbsp;che&amp;nbsp;poi il&amp;nbsp;lettore&amp;nbsp;la intenda&amp;nbsp;proprio&amp;nbsp;nel&amp;nbsp;senso&amp;nbsp;che&amp;nbsp;tu&amp;nbsp;le&amp;nbsp;volevi&amp;nbsp;dare, perché ci mette sempre del suo. Ma&amp;nbsp;tant'è.&amp;nbsp;Non&amp;nbsp;si&amp;nbsp;può inseguire&amp;nbsp;il&amp;nbsp;lettore.&amp;nbsp;Il&amp;nbsp;problema&amp;nbsp;è&amp;nbsp;sempre&amp;nbsp;quale&amp;nbsp;sia&amp;nbsp;il&amp;nbsp;tuo&amp;nbsp;gusto&amp;nbsp;personale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;Il problema.&amp;nbsp;Te&amp;nbsp;lo&amp;nbsp;sei&amp;nbsp;formato&amp;nbsp;accogliendo&amp;nbsp;(solitamente nei primi anni della tua vita) nel&amp;nbsp;timbro&amp;nbsp;della&amp;nbsp;tua&amp;nbsp;voce&amp;nbsp;suoni&amp;nbsp;tristi,&amp;nbsp;melanconici,&amp;nbsp;mesti&amp;nbsp;e&amp;nbsp;desolati?&amp;nbsp;La&amp;nbsp;parola&amp;nbsp;giusta&amp;nbsp;che&amp;nbsp;ti&amp;nbsp;corrisponde&amp;nbsp;fino&amp;nbsp;in&amp;nbsp;fondo,&amp;nbsp;che&amp;nbsp;segnala&amp;nbsp;con&amp;nbsp;esatta&amp;nbsp;geometria&amp;nbsp;i&amp;nbsp;significati&amp;nbsp;che&amp;nbsp;le&amp;nbsp;affidi,&amp;nbsp;avrà&amp;nbsp;quel&amp;nbsp;suono&amp;nbsp;lì.&amp;nbsp;Il&amp;nbsp;timbro&amp;nbsp;della&amp;nbsp;tua&amp;nbsp;voce&amp;nbsp;sei&amp;nbsp;tu.&amp;nbsp;Non&amp;nbsp;puoi&amp;nbsp;discostartene&amp;nbsp;troppo,&amp;nbsp;non&amp;nbsp;puoi&amp;nbsp;indugiare&amp;nbsp;in&amp;nbsp;esso con&amp;nbsp;insistenza.&amp;nbsp;Intorno&amp;nbsp;a&amp;nbsp;quel&amp;nbsp;timbro&amp;nbsp;la&amp;nbsp;parola&amp;nbsp;scelta&amp;nbsp;sarà&amp;nbsp;quella&amp;nbsp;che&amp;nbsp;gli&amp;nbsp;sosta&amp;nbsp;più&amp;nbsp;vicina.&amp;nbsp;Più&amp;nbsp;sarà lontana grazie o a causa dei mezzi retorici e&amp;nbsp;maggiore&amp;nbsp;sarà l'aura letteraria che&amp;nbsp;la circonderà,&amp;nbsp;fatta&amp;nbsp;di&amp;nbsp;suggestioni&amp;nbsp;e/o sentimentalità.&amp;nbsp;Questione di gusti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-8037602523412562899?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/8037602523412562899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/ce-da-credergli-rimbaud-quando-dice-che.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/8037602523412562899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/8037602523412562899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/ce-da-credergli-rimbaud-quando-dice-che.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-7749023534682521144</id><published>2011-10-24T17:58:00.001+02:00</published><updated>2011-11-28T18:05:21.358+01:00</updated><title type='text'>La lunga pace infittisce il sottobosco</title><content type='html'>La cattedrale, salva per caso, di Colonia distrutta.&lt;br /&gt;La lunga pace infittisce il sottobosco,&lt;br /&gt;i parchi cittadini ricchi di acque. Hohe strasse,&lt;br /&gt;l'arteria principale, di sabato invasa da proletari.&lt;br /&gt;Al cinema danno 'Accattone' di Pier Paolo Pasolini.&lt;br /&gt;Hans figlio di operai studia legge,&lt;br /&gt;ha nostalgia di un passato che non conosce,&lt;br /&gt;dice di averne memoria.&lt;br /&gt;La Storia per lui è un eterno presente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-7749023534682521144?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/7749023534682521144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/la-lunga-pace-infittisce-il-sottobosco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/7749023534682521144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/7749023534682521144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/la-lunga-pace-infittisce-il-sottobosco.html' title='La lunga pace infittisce il sottobosco'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-3446527944767900051</id><published>2011-10-24T17:50:00.001+02:00</published><updated>2011-11-28T18:03:13.203+01:00</updated><title type='text'>Gli spazi vuoti segnalano forme invisibili.</title><content type='html'>Gli spazi vuoti segnalano forme invisibili.&lt;br /&gt;Il filo di ferro della rete che separa i due campi,&lt;br /&gt;spesso e rugginoso, intreccia rombi,&lt;br /&gt;nella pioggia sono occhi luccicanti.&lt;br /&gt;A rientrare a sera&amp;nbsp;i dormitori&amp;nbsp;sono ombre distese.&lt;br /&gt;Gli spazi vuoti fra di loro sono terra di nessuno,&lt;br /&gt;è una geometria, è familiare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-3446527944767900051?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/3446527944767900051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/gli-spazi-vuoti-segnalano-forme.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3446527944767900051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3446527944767900051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/gli-spazi-vuoti-segnalano-forme.html' title='Gli spazi vuoti segnalano forme invisibili.'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-4589291770428320889</id><published>2011-10-18T14:51:00.000+02:00</published><updated>2011-10-18T16:40:25.089+02:00</updated><title type='text'>I bianchi e i neri di Trieste</title><content type='html'>Non ho mai capito perché la memoria mi rimanda Trieste solo in bianco e nero. Sarà perché i ricordi d'infanzia sono legati molto di più all'inverno. Ma sarà anche perché quegli inverni, ma poi anche le estati, mi sono rimasti dentro privi di amore. Ogni tanto ho sentito N. dire che lui ama l'inverno. Detto da un grande poeta come lui mi è sembrata da subito la condizione indispensabile per diventare anch'io grande. Mi sono detto cioè che per scrivere versi più efficaci dovevo smetterla di temere l'inverno, di pensare che morirò d'inverno... &amp;nbsp;Ma Trieste continua a essere nella memoria sempre soltanto in bianco e nero. Le strade levigate dalla bora. I palazzi bianchi. Gli anditi scuri. Certe scalinate scure. L'improvviso riemergere al bianco dopo il nero delle gallerie. L'arco di ombra scura col quale il doppio filare di piante avvolge via XX settembre. Nemmeno la memoria di anni più recenti, decisamente estivi e di vacanza, con l'allegria di Adriana, Emanuele, Francesco e persino Blouse, la nostra labrador nocciola, mi hanno residuato una Trieste più colorata. Ferrigna sempre. Anche il mare. Tranne in un'occasione. Quel giorno era verde e le trasparenze profonde. Fu l'anno della nostra visita a A. I ragazzi erano da qualche parte in Europa e noi passammo una settimana a casa sua. Quel giorno volevamo andare a visitare il castello di Miramare. &amp;nbsp;Posteggiata la macchina nelle vicinanze percorrevamo il lungomare che ci avrebbe portato fino al castello. Ma Adriana notò che lì il mare era di un verde mai visto. Rimanemmo a mangiare un panino su una panchina per goderci la vista ma non fu sufficiente. Adriana decise che voleva fare il bagno e che il costume ce l'aveva addosso. A. e io abbiamo insistito per rispettare il nostro programma ma alla fine dovemmo accettare un compromesso. Noi due a visitare il castello lei a fare il bagno. Il mare era verdissimo lo ricordo bene. Non avevo voluto darla vinta a lei ma mentre mi allontanavo non potevo fare a meno di provare un po' di disagio. Perché la lasciavo sola, in una città pressoché sconosciuta a lei, addirittura a fare il bagno nel mare di Miramare? Sulla scogliera di Miramare? Inquietudine ma anche invidia e gelosia per quella situazione alla quale mi stavo sottraendo, per quel mare così verde, per lei così elegantemente libera di me. Credo di non aver goduto granché della visita al castello con A.. E comunque questo conferma la mia intuizione iniziale: è stata la povertà di affetti nella mia infanzia triestina ad aver bloccato la memoria della città in una fotografia in bianco e nero. Il giorno del bagno di Adriana il mare lo ricordo verdissimo!&lt;br /&gt;Il mio amico di sempre, S. intendo, grande amante ed esperto di fotografia, direbbe che dico una stupidata, le foto in bianco e nero, le sue, sono piene d'amore. Ma questa è un'altra storia. C'è un nero in particolare che ricordo. La casa dove ho vissuto con una nonna e una zia, il mio nono anno di vita, era in via Molino del vento, nella periferia nord-est della città. Una casa molto modesta, di due locali, col gabinetto in comune con altre famiglie sul corridoio. La casa adiacente era stata bombardata, era crollata su se stessa e dal muretto che la sovrastava si vedeva una voragine buia di macerie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-4589291770428320889?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/4589291770428320889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/i-bianchi-e-i-neri-di-trieste.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4589291770428320889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4589291770428320889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/i-bianchi-e-i-neri-di-trieste.html' title='I bianchi e i neri di Trieste'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-4373789621719601754</id><published>2011-10-16T10:05:00.000+02:00</published><updated>2011-10-17T17:51:46.221+02:00</updated><title type='text'>Titolo di questo post sconosciuto</title><content type='html'>L'impostazione di default del blog mi chiede sempre un titolo appena apro un nuovo post. Una rigidità inutile. Chi programma questi aggeggi parte dall'idea che dovrà usarlo anche un bambino e quindi pensa di venire incontro a un suo bisogno di ordine suggerendogli di dare come prima cosa un titolo. Da scolaro e fino alla fine della scuola in effetti mi davano il titolo del tema e poi dovevo 'comporre'. Qui in fondo ci si limita a dire che prima viene il titolo. Ma non è così. Quella è l'ultima cosa. Tuttavia, se stai scrivendo qualcosa che segue grosso modo un progetto, &amp;nbsp;arriva sempre il momento in cui devi deciderti a dare un titolo alle parti o al tutto.&lt;br /&gt;Così è stato ieri sera, prima di addormentarmi, essendo a letto da almeno un'ora, sulle pagine di Don DeLillo di Rumore bianco. Una scrittura intensa la sua, con accensioni di spirito, di ironia e di acutezza psicologica come da tanto non leggevo. Ma c'è qualcosa che non mi convince e ancora non ho capito cosa. E' come se un esito particolare della scrittura debba manifestarsi da un momento all'altro, ma ieri sera ho già superato la metà del libro. Vedremo.&lt;br /&gt;Ho interrotto all'improvviso la lettura folgorato, come talvolta mi accade, dalla improvvisa chiarezza dei titoli che darò alle altre due parti del poema. La seconda parte sarà intitolata La nostalgia di Orlando, la terza ed ultima Il tradimento, o La fuga di Claudio.&lt;br /&gt;In realtà i titoli mi hanno subito dimostrato un'altra cosa, e cioè che il poema sarà in tre parti. Così è.&lt;br /&gt;Accade così anche in altre situazioni. Così la fisioterapeuta mi svela che mentre richiama la mia concentrazione sui movimenti necessari per sbloccare la rigidità delle ultime vertebre del rachide, in realtà sta liberando dal dolore acuto l'area intorno al piede destro sul quale pesa il nervo sciatico infiammato. Preoccupato del titolo da dare alle parti successive, ieri sera ho capito che il poema non andrà oltre una terza parte. Meno male. Tuttavia l'idea di aver intravisto una fine mi angoscia. Dopo aver finito cosa scriverò? E' da un po' che ho l'impressione che questa sarà l'ultima cosa che scrivo in poesia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-4373789621719601754?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/4373789621719601754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/titolo-di-questo-post-sconosciuto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4373789621719601754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4373789621719601754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/titolo-di-questo-post-sconosciuto.html' title='Titolo di questo post sconosciuto'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-3022021493238515517</id><published>2011-10-10T18:19:00.000+02:00</published><updated>2011-10-18T09:44:31.323+02:00</updated><title type='text'>Guardigli e la musica del verso.</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Qualcuno, un poeta dialettale mi ricordo, mi trovò banale quando gli dissi che per me andare a capo era solo una questione di respiro. Probabilmente aveva ragione.&lt;br /&gt;C'è un motivo per cui ho adoperato l'immagine del respiro. Quando mi sono accorto che perdevo tempo col mettere alla prova la mia capacità di scrivere un romanzo mi dissi che per farlo occorreva un respiro più lungo del mio. Il respiro cioè di chi sa o può concludere un pensiero dopo una fila ininterrotta di righe che si sono distese interamente per disegnarne corpo e arti. Ma non posso dire che scrivo in versi perché non ho il respiro lungo della prosa!&lt;br /&gt;Scrivo in versi per un altro motivo. Per quel motivo che Guardigli mi ha convinto a fare mio nonostante la mia riluttanza. La poesia ha un ritmo, una musicalità proprie, diceva. Quando hai il tuo ritmo in testa vai a capo in automatico. Il tuo verso libero non ha un metro fisso, trovare il tuo ritmo di volta in volta non sarà facile.&lt;br /&gt;Non è questione di respiro lungo o corto. Ma ho sempre un ritmo in testa cha devo rispettare. E' quello che detta la lunghezza del verso.&lt;br /&gt;N. risolve la questione parlando di tonalità, di tono del dire. Ma credo sia la stessa cosa.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Il campo protegge non offre impunità.&lt;br /&gt;La cantina apre a sera non un ubriaco.&lt;br /&gt;Mai visto donne.&lt;br /&gt;Il campo protegge e dimidia.&lt;br /&gt;Qui lavoro manuale e servile garantiscono&lt;br /&gt;vite solitarie.&lt;br /&gt;Dopo la pioggia sui sentieri compaiono&lt;br /&gt;vermi, vesciche gonfie spurgate&lt;br /&gt;dalla terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte la memoria non seleziona,&amp;nbsp;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;forse sempre.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Te ne accorgi quando richiama lo sgradito, il turpe.&lt;br /&gt;Così l'inconscio quando accende i sogni.&lt;br /&gt;Ti chiedi dove ha trovato quella materia.&lt;br /&gt;Pensi che sia sentina, vive invece con te&lt;br /&gt;nella rete invisibile del presente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Non mi sembrano da modificare. Mantengono il ritmo. Devo stare attento a non esagerare con il tema della memoria, rischio un po' di compiacimento. Il tema è necessario ma non può essere ripreso ad ogni passo.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-3022021493238515517?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/3022021493238515517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/guardigli-e-la-musica-del-verso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3022021493238515517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/3022021493238515517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/guardigli-e-la-musica-del-verso.html' title='Guardigli e la musica del verso.'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-6063421918743919570</id><published>2011-10-10T15:22:00.000+02:00</published><updated>2011-10-25T18:35:02.802+02:00</updated><title type='text'>Un brusio che ora s'infittisce ora si sgrana</title><content type='html'>Ci muoviamo, ci incontriamo, parliamo, ci tocchiamo. Con leggerezza, con gravità, con passione, con allegria. Ma &amp;nbsp;un brusio che ora si infittisce ora si sgrana, che viene da lontano o procede qui davanti, esiste intorno a noi, qualcuno lo intuisce ma il poeta, lui solo, lo traduce in parole. Patrimoni di saperi, vicende narrate, potenze, soggettività si intrecciano e formano una dimensione invisibile, una compresenza immateriale. Un disegno a lapis, che pulsa, nel cuore delle città, nelle praterie, nelle valli di boschi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-6063421918743919570?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/6063421918743919570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/un-brusio-che-ora-sinfittisce-ora-si.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/6063421918743919570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/6063421918743919570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/un-brusio-che-ora-sinfittisce-ora-si.html' title='Un brusio che ora s&apos;infittisce ora si sgrana'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-5289266970931187541</id><published>2011-10-06T18:17:00.000+02:00</published><updated>2011-10-18T09:47:05.696+02:00</updated><title type='text'>Andare a capo.</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;b&gt;giovedì 6 ottobre 2011&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intorno alla metà degli anni sessanta c'era aria di interdizione alla scrittura. Sentivo dire cose tipo: dopo Proust, Musil e Kafka come si può ancora presumere di saper scrivere? E in poesia l'uscita dall'ermetismo non attraeva ancora più di tanto (nonostante o a causa del gruppo '63!). Ma quella interdizione aveva caratteri di natura diversa da quelli letterari. Chi diceva così era attratto dal sentimento della necessità di un impegno totale nei movimenti politici di trasformazione del mondo. Così in particolare è stato nel '68. Se poi si aggiungeva a quella anche una interdizione personale risalente alla propria storia, come nel mio caso, c'era di che disperare della legittimità di una scelta di vita dedicata alla scrittura più o meno artistica.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;Cos'ha a che vedere tutto ciò col fatto che quella che potrebbe essere la mia prossima raccolta di poesia abbia una cadenza così prosastica sia nelle parole che adopero che nel ritmo? Ormai ho consapevolezza che il mio verso ama narrare. Non certo perché seguo una moda, è una caratteristica originale del mio scrivere.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Tuttavia è vero che là dove trovo accoglienza ciò accade proprio perché narrare non è interdetto. Ciò ha un' automatica conseguenza con la maggiore o minore prosasticità del verso? Qual è il limite che non va superato perché continui ad aver senso l'andare a capo del verso?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-5289266970931187541?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/5289266970931187541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/andare-capo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5289266970931187541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5289266970931187541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/andare-capo.html' title='Andare a capo.'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-5228485248484580320</id><published>2011-10-05T18:09:00.001+02:00</published><updated>2012-01-12T17:40:58.262+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono sentito dire che a Milano poeti e poete sono animati dall'invidia, l'uno/a contro l'altra/o. Qualcosa in effetti ha sfiorato anche me. Immeritatamente direi! Ma penso che le cose non stiano propriamente così. Credo che nella maggior parte dei casi chi semina in giro questo genere di cose è proprio lui ad essere invidioso. Giusto il detto che ciascuno giudica sulla base di ciò che lui stesso è. Conosco un poeta di questo genere. E' un ragazzo intelligente. Vede invidiose/i dappertutto. Quando poi gli proponi una cosa tua da leggere prima o poi, bontà sua, ti dice che invidia questo o quel tuo verso. Qui c'è il dubbio legittimo che sia un modo per dirti che, a parte questo o quello, tutto il resto è da buttare. Ma se la faccenda si ripete in &amp;nbsp;occasioni diverse la sua diventa una tiritera sospetta. Alla lunga ho in effetti capito, conoscendolo meglio, che la sua invidia è davvero costituzionale. Per difendersene lo dice apertamente ad ogni piè sospinto, difficile poi pensare che sia davvero invidioso!&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;Credo di essere invidioso. Ma non è da dirsi apertamente. Perché è già fonte di vergogna intima. Ma invidio la molteplice cultura di chi ce l'ha. Per una certa quantità di motivi, ma comprendo anche la pigrizia, mi sono giocato una preparazione generale sicura e approfondita. Per un poeta non è giustificabile. Per il poeta contemporaneo poi non ne parliamo.&lt;br /&gt;Il fatto è che quando ti manca l'estro per proseguire, un verso un po' più letterario magari aiuterebbe. Ma per l'appunto occorre conoscere, avere letto molto.&lt;br /&gt;Non mi nascondo che non è affatto detto che poi non me ne libererei, una volta ritrovata la vena. Sono proprio avverso alle raccolte di poesia organizzata su temi che hanno alle spalle una messe secolare di trattazione in versi e in prosa cui attingere, consapevolmente o meno. Il peggio è ovviamente quando avviene inconsapevolmente. &amp;nbsp;Leggo così quantità industriali di versi dei quali &amp;nbsp;non si avverte che siano percorsi da un'intima necessità, in compenso senti spesso che nascono per affiliazione ora di senso ora di suono con le parole o i versi precedenti. Sono autori o autrici dotati di grande capacità &amp;nbsp;di articolare, stabilire contatti e nessi, affiliare immagini lontane e vicine. Pregi indubbi di molti versi, spesso restano nella memoria con facilità per la loro capacità di spiazzare, sorprendere, stupire. Eppure sento in essi la mancanza di un'anima. C'è molta poesia petrarchesca tra di noi, minore poesia dantesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;mercoledì 5 ottobre 2011&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Peter&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Da un giorno all'altro Peter scompare. Chissà che fine ha fatto. Era allegro, fastoso di allegria. E così finivi col chiederti quanta disperazione tenesse per sé. Studia, studia. Studia l'inglese, lascia perdere quella roba. Shit. E accompagnava la parola con un gesto indispettito della mano. Aveva forse un paio d'anni meno di me. Oggi dunque dovrebbe essere vicino alla settantina.&lt;br /&gt;C'è qualcosa di significativo nel fatto che ho ripescato nella memoria prima il nome di Orlando, l'ex magliaro che guidava il furgone nel campo inglese ridistribuendo viveri a mense, pub, magazzini, e poi di seguito quello di Peter? Peter fece l'aiutante di Orlando per qualche mese finché sparì. E io presi il suo posto. Chiaro che desidero dare sostanza di carne e ossa alla seconda parte. Ricordare i nomi, senza una mia apparente volontà di farlo, è un aiuto che mi sono dato.&lt;br /&gt;Ci sono almeno un paio di versi irrinunciabili per Peter, di quando lui racconta della straordinarietà della natura in Australia. Racconta soprattutto di ragni, ne conosce di tante specie, li classifgica a seconda della loro ferocia.&lt;br /&gt;Ho scritto così per ora, saranno sue parole:&lt;br /&gt;La natura è stupida e feroce, otto milioni di uova per fare un salmone.&lt;br /&gt;Occhio al ragno saltatore, si solleva fino ai tuoi occhi&lt;br /&gt;e lì colpisce.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;***&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-5228485248484580320?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/5228485248484580320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/mercoledi-5-ottobre-2011-ore-18-spesso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5228485248484580320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/5228485248484580320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/mercoledi-5-ottobre-2011-ore-18-spesso.html' title=''/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-2683069666800858968</id><published>2011-10-04T18:05:00.000+02:00</published><updated>2011-10-16T18:05:50.146+02:00</updated><title type='text'>Peter</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;b&gt;martedì 4 ottobre 2011&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;In qualche modo godevo di quella vita, ma ogni tanto in questi giorni mi chiedo cosa ci facessi a Colonia nell'inverno del '63!&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;Comunque Peter, tanto più ora che ricordo il nome, me lo ricordo bene. Fulvo di capelli arruffati usava un inglese molto friendly che capivo bene. In effetti dedicavo allo studio di grammatica e lessico almeno due ore al giorno. Gli occhi sfuggenti non faceva nulla per evitare che scintillassero la propria follia.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;Credo avesse dell'acrimonia verso la mia predilezione per i libri, la storia, la poesia. Lui l'avventura. Lavorando solo qualche mese all'anno e occasionalmente dove si trovava, girava il mondo. Quando eravamo a tavola per il magro lunch dello staff, senza che glielo chiedessi, esaltava con gli altri la mia dedizione allo studio. Non ho mai capito quanta ironia usasse ma c'era, c'era!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-2683069666800858968?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/2683069666800858968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/peter.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2683069666800858968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2683069666800858968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/peter.html' title='Peter'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-9152910713335031421</id><published>2011-10-01T17:58:00.000+02:00</published><updated>2011-10-16T19:20:30.540+02:00</updated><title type='text'>Poema, poema.</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;b&gt;sabato 1 ottobre 2011&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;Ormai lo chiamo poemetto. E ora avanza a singhiozzi.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;Certo, aver letto in pubblico e dato da leggere la prima parte che ho chiamato La solitudine di Schenk, è stato positivo, tutti i commenti, o&amp;nbsp;quasi, sono&amp;nbsp;stati positivi. L'osservazione più sorprendente è venuta da Silvio. Non l'ho capito, ha detto. Terribile. Avesse detto che non&amp;nbsp;&amp;nbsp;gli era piaciuto avrei retto meglio. Dire che 'La solitudine di Schenk', coi miei versi più 'prosastici' di sempre, non l'aveva capita non stava né in cielo né in terra. Insomma non ho capito l'insieme, l'atmosfera, il contesto. Sono rimasto in silenzio a riflettere. Vuoi vedere che quella breve introduzione che avevo in animo di premettere al poemetto è più necessaria di quanto pensassi? Gli ho chiarito quale fosse appunto il contesto, a cosa e a chi mi riferivo, la situazione. Proverò a rileggerla. Qualche giorno dopo, che lui se n'era andato da Esino e a Milano aveva ripreso in mano la cosa, mi ha richiamato e il giudizio questa volta era buono. Ma vattelapesca. Quando dai da leggere qualcosa di tuo non sai mai cosa puoi aspettarti. In ogni caso è vero che in tutte le precedenti situazioni alla lettura ho fatto precedere qualche notizia su quell'episodio della mia vita giovanile che i versi rammentavano, e forse ciò aveva spianato la via ad una accoglienza più immediata. Inoltre ho presentato quei versi come una prima parte. E lì per ora sono rimasto.&amp;nbsp;Da ora in avanti su queste pagine vorrei aggiornare più o meno quotidianamente la situazione della composizione delle parti successive.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;Ho recuperato qualche settimana fa a Esino il nome dell'australiano, quel ragazzo vivacissimo che ha contribuito, non ho mai capito con quanta intenzionalità, all'incidente in cui mi sono spaccato l'anulare della mano destra sotto la pressione di una sbarra di ferro. Ma non fu tutta colpa sua. Di Peter. L'enorme carrello portavivande lui lo spingeva da dietro io lo tiravo davanti. La bella idea, in preda evidentemente a una euforia ludica, fu quella di sollevare le gambe ad angolo retto contando sulla spinta continua di Peter, il quale invece ha mollato la presa. Il carrello si è sollevato da dietro e il davanti sotto il mio peso si è schiacciato al suolo, io ho lasciato le mani sotto la sbarra sulla quale mi ero sollevato. Fortunatamente il carrello si è piegato in parte su un lato&amp;nbsp;&amp;nbsp; e lo schiacciamento ha interessato il fondo schiena, con postumi che risento ancora oggi dopo cinquanta anni, e la mano destra, l'anulare in particolare che è scoppiato. Per il dolore sono svenuto e ho ripreso conoscenza su un tavolo della dining room con addosso la faccia premurosa di uno dei cuochi che mi confortava, quel cuoco era inglese ma non ne ricordo il nome. Take it easy, take it easy...&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-9152910713335031421?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/9152910713335031421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/poema-poema.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/9152910713335031421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/9152910713335031421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/10/poema-poema.html' title='Poema, poema.'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-4590227688956358176</id><published>2011-09-30T17:53:00.000+02:00</published><updated>2011-10-18T16:38:51.251+02:00</updated><title type='text'>La solitudine di Schenk</title><content type='html'>&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-3934575740130725425" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 1.4; position: relative; width: 710px;"&gt;&lt;div class="date-outer" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 2em;"&gt;&lt;div class="date-posts"&gt;&lt;div class="post-outer"&gt;&lt;div class="post hentry" style="min-height: 0px; position: relative;"&gt;&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-2690804043414228454" style="line-height: 1.4; position: relative; width: 710px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', Trebuchet, sans-serif; font-size: 14px; line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px;"&gt;&lt;i&gt;Indicazioni&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="date-outer" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 2em;"&gt;&lt;div class="date-posts"&gt;&lt;div class="post-outer"&gt;&lt;div class="post hentry" style="min-height: 0px; position: relative;"&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; …a ben vedere non c’erano obblighi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;solo inviti, indicazioni di percorso.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Eppure qualcuno si sentiva addosso&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;un destino, come una condanna.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Si interrogavano i più, segno&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;che la questione importava,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;se la libertà nel cammino era totale.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;I giovani, usciti dal liceo,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;ne parlavano per strada&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;tra un semaforo rosso e l’altro&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; quel trattato di Pisacane,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Saggio sulla rivoluzione,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;faceva mostra di sé&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;sulla bancarella di libri usati.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;L’edizione era vecchia, ma la copertina&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;di colore grigio topo,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;aveva resistito bene all’usura&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; quei due ragazzi visti controluce sulla darsena&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;avevano movenze da danzatori&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;si contendevano tra i piedi un sasso&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;finché uno dei due di esterno destro&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;lo infilò dritto nel tombino&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; la cappella situata nei pressi della scuola&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;ospitava qualche studente solitario&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;la sua preghiera mattutina era muta&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;la volta a crociera lo avvolgeva invece con calore&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; chiamava alla responsabilità personale&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;verso il sacro con ferma virilità.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Chi avvertiva in sé l’imminente perdita&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;ne restava intimorito.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Nella memoria quella virilità non fu intaccata,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;l’insegnante di religione, come poi si seppe,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;era stato invece allontanato a divinis.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La solitudine di Schenk&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Per fissare i rinvii della memoria&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è utile il disegno di una mappa.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;In quel territorio s’intrecciano tuttora&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;sentimenti e progetti. Più a Nord rispetto&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ai due campi, è certo,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;turchi, greci, spagnoli, italiani abitano&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;periferie chiassose dove le risse scoppiano&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;frequenti.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A Sud i due campi contigui sono separati&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;da una fitta rete di ferro.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Gli abitanti del campo a Nord,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;per entrare in quello a Sud, devono possedere&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;un pass, il più delle volte non serve,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;i volti infatti sono quasi sempre gli stessi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Stagionali e avventizi sono rari&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ma forse è la memoria che immobilizza&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;lo scenario.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dieter sciancato, rifugiato dall’Est, parla inglese,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è convinto che la libertà assoluta non esiste&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“…ma voglio essere libero di scegliere&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;le mie schiavitù, you see?”.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A est del campo, lasciando correre lo sguardo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;lungo la pianura fino all’orizzonte,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;tutto appare deserto, è non conosciuto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Qualcuno potrebbe dire che qui&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;l’unica religione è il lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sul permesso di lavoro, controfirmato da un&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;religioso, deve comparire la religione professata.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con qualche insistenza si riesce infine&amp;nbsp;&amp;nbsp;a ottenere,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;evitando il balzello, la scritta&amp;nbsp;&lt;i&gt;keine religion.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tra versi petrarcheschi e ragazze Carla&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;le indicazioni non abbondavano,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;tra erbe e rami fioriti e tic tac di macchina da scrivere&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;si poteva imboccare un sentiero poco noto,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;forse una scorciatoia oppure il contrario.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A Ovest&amp;nbsp;&amp;nbsp;i bassi casamenti sono depositi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;per ricambi di lenzuola, coperte&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e qualche altro comfort. Non lesinano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;nella distribuzione anzi invitano a una cadenza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;settimanale, per non trascurare l’igiene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La memoria ha fissato un tempo duraturo,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;un inverno inoltrato, un principio d’estate, un sole a tratti,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;un verdeggiare fresco e sul piazzale delle passioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;al cambio di turno l’incontro regolare con Schenk&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;- Wunderschön, ah?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;- Wunderbar…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Alla cava vicina lo spettacolo è assicurato, corpi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;al sole, trasparenze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dieter passeggia conversevole trascinando il suo piede,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;indica due caccia americani che sfrecciano nel cielo,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ricorda la sua fuga nel bagagliaio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Forse è per questo che frequenta il vicino aerodromo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;per alianti. Quando è in alto e il suo apparecchio si sgancia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;dice che urla per la libertà e la bellezza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A leggergli versi in italiano si lascia cullare,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;non capisce, gli piace la musica che faccio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sicuramente la memoria ha fissato da tempo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;la mappa dei luoghi, degli incontri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Bastava solo ridarle occasione,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;questa storia, ma verrebbe da pensare ogni storia,&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;scritta era scritta da tempo,&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;bastava trascrivere il tutto come sotto dettatura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Al cambio di turno nei pressi del cancello minore&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;la solitudine di Schenk si staglia ogni giorno,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;non è tanto la sua notevole altezza, la magrezza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ma l’impronta dello sconfitto dalla vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;-Tu studi la Storia, non ne caverai niente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Da tremila anni è bloccata, è sempre la stessa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sarai solo anche tu.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Quando esce dal suo casamento nella rientranza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;della sua finestra accomoda terra e acqua&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;nel piccolo vaso dove a volte&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;fiorisce un fiore rossastro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’entrata è dal Main Gate, situato a Est,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;chiedono il pass solo la sera al rientro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;da scorribande notturne nei quartieri a Nord,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;veri e propri dormitori, attrezzati con qualche verde&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e di presidi sanitari dove s’incontrano mogli&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e madri turche, italiane, greche, spagnole&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;con i figlioli vocianti. L’intreccio delle lingue&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;le fa esplodere tutte in risate concilianti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’entrata nel campo è dal Main Gate dove&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;talvolta sostano due cani pastori tedeschi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Si tratta solo di una coreografia di qualche&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;malizia, il conduttore dei cani chiede il saldo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;di un debito dimenticato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Schenk non commette errori, quando esce&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;punta diritto verso il sentiero in terra battuta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e lo segue. Non vigila su nulla e per l’habitat&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;non è possibile distrarsi per alcunché&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;- il verso è una misura d’uomo, non più in là&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;di tanto né meno, un equilibrio interiore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il suo passo sottile, come una lametta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;incide il sentiero in silenzio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;- a volte inseguo il pensiero e non trovo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;la parola. Se qualcuno è vicino a te puoi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;chiederla a lui, la prima che dice.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', Trebuchet, sans-serif; font-size: 14px; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', Trebuchet, sans-serif; font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="date-outer" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 2em;"&gt;&lt;div class="date-posts"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="clear: both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-footer" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 1.6; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0.5em;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-4590227688956358176?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/4590227688956358176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/09/preliminari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4590227688956358176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/4590227688956358176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/09/preliminari.html' title='La solitudine di Schenk'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3515710966033019940.post-2157522958340397461</id><published>2011-09-27T09:51:00.000+02:00</published><updated>2011-10-18T09:52:55.147+02:00</updated><title type='text'>Preliminari</title><content type='html'>&lt;div class="date-outer" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 2em;"&gt;&lt;div class="date-posts"&gt;&lt;div class="post-outer"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="date-outer" style="font-family: 'Times New Roman', Times, FreeSerif, serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 2em;"&gt;&lt;div class="date-posts"&gt;&lt;div class="post-outer"&gt;&lt;div class="post hentry" style="min-height: 0px; position: relative;"&gt;&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-417749804983987279" style="line-height: 1.4; position: relative; width: 710px;"&gt;estate lunga&lt;br /&gt;corta la peripezia&lt;br /&gt;fenditore che assali&lt;br /&gt;ombre, castelli&lt;br /&gt;che senso dai&lt;br /&gt;al tuo canto?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3515710966033019940-2157522958340397461?l=righeeversi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://righeeversi.blogspot.com/feeds/2157522958340397461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/09/preliminari_27.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2157522958340397461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3515710966033019940/posts/default/2157522958340397461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://righeeversi.blogspot.com/2011/09/preliminari_27.html' title='Preliminari'/><author><name>Paolo Rabissi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01461212918438861557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-623C8AMviQw/T0jGVIwtJkI/AAAAAAAAAIY/7ZUOrmB0ofs/s220/Just%2Barriving%2Bin%2BNew%2BHaven.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
